
CASTEL DEL PIANO – «Era ormai diventata una consuetudine apprezzata da ambulanti e clienti, il mercato straordinario di Castel del Piano in una delle domeniche di agosto. Ma quest’anno non si farà». Simone Zippilli, presidente Anva (l’associazione ambulanti della Confesercenti) è rammaricato. «La nuova Amministrazione ha scelto infatti di non concedere agli ambulanti la possibilità, richiesta come ogni anno tramite il nostro sindacato, di effettuare il mercato straordinario che ormai si svolgeva da molti anni ad agosto».
«Tale evento, oltre ad essere un momento di animazione ed attrazione per tutto il paese, era un’importante occasione di lavoro per gli ambulanti che frequentano il consueto mercato del primo mercoledì di ogni mese – prosegue Zippilli -, e permetteva loro, insieme con il mercato straordinario di dicembre, di compensare il fatto che nel primo mercoledì di settembre il mercato mensile viene soppresso ogni anno per consentire all’amministrazione di svolgere i preparativi per il Palio dell’8 settembre, scelta che la categoria ha sempre coscientemente e responsabilmente accettato e rispettato. Quest’anno, però, l’amministrazione ha ritenuto non possibile lo svolgimento del mercato straordinario in nessuna delle domeniche di agosto, motivandolo con la concomitanza di altri eventi o con problematiche relative alla programmazione delle risorse umane».
«Abbiamo quindi richiesto di poter almeno recuperare la data di settembre, ricadente mercoledì 3 e dunque con sufficiente anticipo sulla data del Palio da poter, a nostro avviso, organizzare entrambe. Ma anche questa ci è stata negata, proponendoci, di contro, la disponibilità di effettuare il mercato in una domenica di fine settembre che è però, comprensibilmente, ben diversa commercialmente da una domenica di agosto. Di fatto, dunque, la scelta dell’amministrazione ci costringe a perdere due importanti occasioni di lavoro, in un momento storico economico in cui anche lavorare un giorno in più può significare avere maggiori risorse per poter affrontare le numerose spese necessarie alla gestione di una delle nostre aziende – conclude Zippilli -. Di tutto questo, onestamente, non comprendiamo la motivazione».