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Estate ad Orbetello, le proteste dell’opposizione: Dove è finita la tassa di soggiorno?

ORBETELLO – Fa discutere il calendario di spettacoli messo insieme per la stagione 2014 dall’amministrazione Paffetti. Dopo la pubblicazione intervengono i rappresentanti dell’opposizione, Andrea Casamenti, capogruppo di Oltre il Polo e Luca Minucci di Fratelli d’Italia.

«Va fatto un gigantesco e meritatissimo ringraziamento a tutti quei volontari che con la propria fatica ed il proprio impegno togliendo spazio al lavoro e alla famiglia hanno e stanno organizzando ancora eventi importanti per rilanciare il nostro territorio – afferma Andrea Casamenti -. Ma dalla giunta Paffetti buio completo per un calendario di spettacoli ed eventi organizzato e finanziato direttamente dall’amministrazione, utilizzando gli introiti della tassa di soggiorno. Dal 1998 al 2008 senza tassa di soggiorno la precedente amministrazione comunale ha garantito Festival e un programma di eventi estivi di grandissimo livello con oltre cento artisti nazionale ed internazionali che si sono succeduti sul palco fatto distruggere dalla Giunta Paffetti».

«Inaccettabile» così Luca Minucci di Fratelli d’Italia definisce la presentazione del calendario estivo «specialmente in un comune come il nostro che dovrebbe utilizzare gli eventi oltre che per una politica di accoglienza, anche e soprattutto per quella di promozione. Gli eventi devono, se si capissero almeno in maniera elementari le leggi del mercato turistico, essere inseriti nei pacchetti turistici e utilizzati per aumentare l’appeal dell’offerta e questo non è possibile quando si seguono queste tempistiche grottesche. Inoltre, nel comunicato dell’amministrazione comunale in maniera a dir poco incomprensibile si legge: “i nuovi proventi derivanti da misure introdotte recentemente, come l’imposta di soggiorno, sono nel bilancio di previsione voci per ora tutte da verificare poiché riscontrabili solamente alla fine della stagione estiva e pertanto sul loro impiego l’amministrazione si sta muovendo con una certa cautela.”  Ma erano proprio loro a voler introdurre immediatamente l’imposta per, dicevano a maggio, incrementare subito l’offerta turistica».

 

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