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Confagricoltura critica il piano di sviluppo rurale: «Esclusa l’occupazione»

GROSSETO – «Come è possibile escludere nel Psr il parametro occupazione tra gli elementi di priorità per le misure di investimento?» E’ questa la domanda che il presidente di Confagricoltura Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna pone alla Regione Toscana, che recentemente ha inviato a Bruxelles il nuovo Piano di sviluppo rurale. «Con una disoccupazione giovanile al 40% – tuona Vivarelli – e con i costi del lavoro enormi come è possibile non trovare misure a sostegno di politiche occupazionali e non defiscalizzare il lavoro? L’occupazione andava assolutamente considerata tra gli elementi di priorità per le misure di investimento. Credo che si tratti di una precisa volontà politica, che trova giustificazione solo nell’intento di privilegiare gli interessi di imprese che fanno capo prevalentemente alle altre due organizzazioni professionali agricole, considerare il parametro occupazione solo nell’ambito dei PIF, per noi è assolutamente insufficiente. Sinceramente stride che ad opporsi all’inserimento nel Psr dell’occupazione siano state solo le altre due organizzazioni, visto che lo stesso protocollo sottoscritto nell’ambito del Contratto regionale degli Impiegati, recentemente concluso, individua l’esigenza di sostenere questo parametro in sede di Psr quale obiettivo prioritario condiviso da Confagricoltura Toscana e dalle altre sigle sindacali (CGIL, CISL e UIL), protocollo che le altre associazioni non hanno firmato come pure il contratto».

A Vivarelli non è piaciuta neppure l’esclusione delle grandi aziende dai beneficiari delle misure del piano. Vi è solo la 4.2 che prevede in caso di superamento della definizione di piccole e medie imprese l’accesso all’interno dei Piani Integrati di Filiera. «Sappiamo che questa misura – dice ancora Vivarelli – ha trovato incoerenza applicativa da parte di Bruxelles il cui intento era di evitare che soggetti non agricoli vi accedessero singolarmente, togliendo risorse all’agricoltura. Fatto questo che purtroppo escluderà anche quelle grandi aziende agricole toscane che invece operano con successo e risultati economico occupazionali di rilievo». Nella disamina della bozza, Vivarelli evidenzia l’impegno della Regione per quanto riguarda l’olivicoltura che, esclusa dagli aiuti accoppiati della Pac, è stata tuttavia valorizzata nell’ambito delle misure agro climatico ambientali, la 10.1.3 “Mantenimento dei pascoli e oliveti ai fini ambientali” con un premio di 607 euro ad ettaro, cumulabile fino a un massimo di 900 euro con le misure relative al risparmio degli input chimici e idrici e agricoltura biologica. In più, grazie a Confagricoltura Toscana, è stato possibile ridurre la percentuale minima di pendenza dei terreni a coltivazione olivicola dal 15% al 10%, aumentando così la superficie ammissibile a premio da 77.923 a 94.832 ettari.

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