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La Provincia boccia la centrale geotermica: «Non in linea con il Ptc»

MONTENERO D’ORCIA – Sul progetto di realizzazione di una centrale geotermica a media entalpia a Montenero, nel comune di Casteldelpiano, la Provincia di Grosseto ha espresso un  parere di non coerenza rispetto alle disposizioni del Ptc. Questo primo parere, insieme ad altri, andrà a concorrere sul rilascio della Via.

“Castedelpiano – spiega Marco Sabatini, assessore provinciale alla pianificazione territoriale – non è contemplato dal ptc tra i poli della geotermia. I nostri uffici hanno rilevato la mancanza di coerenza del progetto sulla centrale di Montenero, prima di tutto per quanto riguarda la localizzazione. Il piano territoriale di coordinamento, infatti, se da un lato incentiva su tutto il territorio provinciale lo sfruttamento della risorsa geotermica a bassa entalpia, dall’altro prevede la possibilità di sviluppare impianti a media entalpia solo in alcuni comuni delle Colline metallifere e dell’Amiata, tra i quali non figura Casteldelpiano. E quello previsto dal progetto è un impianto a media entalpia con una temperatura di produzione del fluido geotermico di 140° C; (gli impianti a media entalpia sono quelli caratterizzati da una temperatura compresa tra i 90°C e 150° C)”.

“Inoltre – continua Marco Sabatini – la documentazione che è pervenuta alla Provincia risulta carente sotto vari aspetti di natura geologica, idrogeologica e forestale, rispetto agli indirizzi generali sulla tutela delle risorse territoriali previste dal Ptc”.

“Il Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Grosseto – aggiunge Marco Sabatini – in questi anni ha governato un tema complesso come quello delle energie rinnovabili anche con risultati confortanti in termini di rapporto tra impianti installati e inserimento nel contesto territoriale. Quello che da tempo stiamo affermando, e che poi rappresenta la filosofia che accompagna il Ptc, è che le rinnovabili sono un’opportunità irrinunciabile in termini di approvvigionamento energetico, tuttavia l’assoluta deregolazione impostata dai governi negli ultimi anni, rappresenta un rischioso boomerang per lo sviluppo stesso delle fonti alternative. I grandi impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile, rispetto a quelli di piccole dimensioni per l’autoconsumo, incidono profondamente sulla trasformazione del contesto territoriale e necessitano, per questo, di un’attenta pianificazione, in cui gli Enti locali devono essere protagonisti, inserendo nei loro strumenti previsioni concrete e fattibili. Altrimenti le rinnovabili rischiano di essere percepite dai cittadini e dai territori come elementi avulsi e da rigettare”.

 

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