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«Rilanciare turismo e lavoro con uno stabilimento al Chiarone» Bianciardi interroga Bellumori

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CAPALBIO – Bisogna scardinare «gli interessi costituiti nella gestione del nostro tratto litoraneo per il rilancio del settore turistico comunale, da troppo tempo adagiato sugli allori di una idea di ricezione che ogni anno che passa mostra tutta la propria obsolescenza (il calo di presenze in questo primo mese di alta stagione ne è forse un’altra sgradevole conferma)». A parlare è Settimio Bianciardi, capogruppo di opposizione a Capalbio.

«Proprio sul tema dell’assegnazione delle spiagge, questo gruppo consiliare è ancora in attesa di una risposta sulla ormai nota vicenda del nuovo stabilimento balneare di Chiarone – prosegue il gruppo consiliare “Adesso per Capalbio” -, una delle frazioni del nostro comune, che avrebbe dovuto essere inserito nel Regolamento Urbanistico (RU), ma di cui ad oggi non vi è traccia, nonostante il nostro gruppo abbia inviato una specifica nota al sindaco in data 16.06.2014».

«Il sindaco Luigi Bellumori appare incapace a sciogliere questo nodo determinante – prosegue Biancirdi -: del resto la fama di un noto stabilmento balneare in quel tratto di litorale conferma l’opportunità di incentivarne l’offerta turistica, a meno che non la si voglia riservare ad appannaggio di pochi. E ciò in danno alla concorrenza e all’iniziativa economica, capaci di creare occasioni di reddito e di lavoro per i capalbiesi. Già lo scorso anno feci notare che il Piano strutturale nel valutare la compatibilità della previsione non attuata di una spiaggia attrezzata in località Chiarone, la dichiara “COMPATIBILE A CONDIZIONE CHE il Regolamento Urbanistico provveda a disciplinare la realizzazione di nuove attrezzature per la balneazione secondo quanto indicato dalla disciplina del PS per le UTOE di riferimento”».

«Tuttavia, il RU, inspiegabilmente non attua detta prescrizione, e quindi non disciplina la realizzazione del nuovo stabilimento balneare, ma si limita a prevedere e disciplinare un’area attrezzata. Eppure il piano strutturale è chiaro: a Chiarone deve sorgere un altro stabilimento balneare! Siamo convinti che la nascita di una nuova attività imprenditoriale sul quel tratto litoraneo possa rappresentare una risorsa importante per Capalbio sia in termini di offerta di maggiori e migliori servizi al turismo che in termini occupazionali. In sostanza più concorrenza e più lavoro, ciò di cui Capalbio ha disperato bisogno! Dica l’amministrazione Bellumori se intende correggere tale errore materiale (e politico) al RU – conclude la nota dell’opposizione – o se invece ritiene che a Chiarone non debba sorgere un’altra struttura balneare».

 

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