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Screzi in consiglio, Melillo ribatte: «Errori macroscopici» nel bilancio consuntivo

di Daniele Reali —

GAVORRANO – La maggioranza ha sbagliato. La pensa così Antonio Mellilo, capogruppo di minoranza (Centrosinistra Gavorrano Bene Comune) che insieme agli altri consiglieri d’opposizone lunedì scorso (14 luglio) ha abbandonato la seduta del consiglio comunale proprio prima dell’approvazione del bilancio consuntivo.

La votazione riguardava la revoca dell’atto approvato il 30 aprile scorso e la “riapprovazione” del rendiconto 2013. Come messo in evidenza proprio da Melillo la delibera del 30 aprile mostrava qualche dubbio « in quanto la relazione dell’organo revisore non era stata consegnata prima dell’approvazione in Consiglio, nei tempi previsti dalla legge e dal regolamento ed proprio per questa motivazione che la maggioranza ha dovuto revocare quell’atto e votarne un altro»

«Peccato – aggiunge Melillo – che sulla proposta di delibera portata nuovamente a votazione, di questo errore marchiano, non vi fosse alcuna traccia. In certi casi ammettere di aver sbagliato è sinonimo di grande umiltà e di buonsenso, non farlo invece, cercando di spostare l’ottica del contendere, diventa senza dubbio sinonimo di arroganza».

Critiche dall’opposizione anche all’atteggiamento tenuto dalla maggioranza e in particolare dal sindaco e dal vicesindaco durante tutta la seduta del consiglio a dimostrare «un certo nervosismo».
Ma per Melillo in quell’atto ci sarebbero «errori così macroscopici da non essere nemmeno capiti dalla stessa maggioranza». Per il capogruppo di minoranza infatti in quella delibra, che conteneva gli stessi dati della precedente «ci sarebbero potuti essere dati diversi e quindi variati rispetto al dcoumento del 30 aprile». Ipotesi che è stata subito contestata dalla maggioranza, ma che per Melillo rimane in piedi in base a quanto stabilito dal Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) rispetto al gettito dell’Imu.

Strumetnale poi per l’oppozione anche la consegna della “Guida per l’amministratore comunale” che non sarebbe stata un’idea del sindaco Elisabetta Iacomelli, ma un’indicazione ricevuta dall’Anci.

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