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Centinaia di imprese chiuse. Record negativo di fatturato: in Maremma artigiani al collasso foto

di Daniele Reali —

GROSSETO – Economia in ginocchio e imprese artigiane al collasso. I numeri contenuti ne rapporto Trend, presentato oggi dalla Cna di Grosseto, non lasciano dubbi sullo stato del settore in Maremma che per il 2013 fa segnare il record negativo in termini di fatturato. Rispetto all’anno precedente le imprese perdono il 16% di volume d’affari (in Toscana òa media è del -3,3%), ma sopratutto raggiungono il punto più basso di sempre in termini assoluti. Come si vede nel grafico dal 2005 ad oggi la discesa è stata inarrestabile e nel 2013 il fatturato ha toccato quota 312 in totale per il settore e 148 (dati in milioni di euro)

Ed è proprio il settore delle costruzioni a determinare la perdita di fatturato più significativa. I dati che riguardano l’edilizia infatti “affondano” tutto il comparto, perché ancora oggi le costruzioni rimangono il settore trainante e che pesa di più.

Oltre al fatturato sono negativi anche tutti gli altri indicatori economici che sono stati acquisiti dai dati reali della contabilità delle aziende. Diminuiscono del 3,6% i consumi delle aziende e del 12,6% anche le retribuzioni a testimoniare gli inevitabili riflessi negativi anche per il mondo dell’occupazione.

Una situazione che si ripercuote anche sulla sopravvivenza delle realtà imprenditoriali tanto che dall’inizio della crisi ad oggi si sono perse oltre 460 imprese sul totale delle aziende artigiane. «Il numero delle imprese – ha detto Renzo Alessandri – è sceso sotto la soglia psicologica di 6000. Prima della crisi erano oltre 6.500 con una emorragia che continua di anno in anno perché il saldo tra nuove aziende e aziende che chiudono rimane negativo».

Il ‘sentiment’ delle imprese e le aspettative – Se da una parte ci sono i dati reali che fotografano il 2013, dall’altra c’è la percezione degli imprenditori per provare a capire che cosa ci possa aspettare dal 2014. E le cose non migliorano affatto. Anche in questo caso la voce delle imprese continua a vedere nero anche per il futuro. Nell’inchiesta promossa dalla Cna sono state convolate 250 imprese. Si è scoperto che tra i problemi più urgenti c’è quello della liquidità. Il pagamento tra imprese avviene in media dopo 75 giorni e per il 25% delle aziende si arriva addirittura a 120 giorni.

«Quello che ci fa andare avanti in questo quadro nerissimo – spiega Riccardo Breda presidente di Cna – è la volontà di non volersi arendere ad un momento così difficile e di reagire puntando ad ottimizzare i costi aziendali, le produzioni e le alternative di mercato. Fino ad oggi la crisi ha mietuto soprautto aziende che non avevano una struttura o che erano poco stabili. Adesso invece rischiano anche le imprese sane e strutturate».

Visto i dati e la situazione della provincia di Grosseto, tra i canili di coda della Toscana, la Cna avanzerà a breve una piattaforma di proposte da presentare alla politica locale e non solo. «Si potrebbe partire da una maggiore attenzione alla pressione fiscale – dice il direttore Alessandri – cercando di diminuire la tassazione così come qualche comune ha già fato (Orbetello) in provincia di Grosseto. Sarebbe già un primo segnale».

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