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«Bisogna tutelare la Maremma» Sani si rivolge al Pd e chiede «meno cene e più politica»

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ROMA – «È fin troppo chiaro che il modello di sviluppo che fino al deflagrare della recessione economica nel 2008 nella nostra provincia aveva garantito ricchezza e benessere, è oramai entrato in crisi – afferma il deputato Pd Luca Sani -. Sarebbe illusorio pensare che, senza compiere scelte radicali, tutto tornerà come prima. Il nostro tessuto produttivo sta faticando eccessivamente ed è urgente promuovere azioni che gli restituiscano respiro. Vanno assunte con maggior determinazione misure che rafforzino i sistemi d’impresa in un contesto imprenditoriale ancora eccessivamente frammentato e che non completa la filiera produttiva. Penso in primo luogo ai settori su cui abbiamo maggiore vocazione e potenzialità come il turismo, l’agroalimentare e, più in generale, il complesso dello sviluppo rurale».

«Vi sono alcune questioni che vanno prese di petto – prosegue Sani -. Il Piano Paesaggistico toscano, per come adottato dal Consiglio Regionale, ha un’impostazione eccessivamente vincolistica e necessita di robuste correzioni, pena una ricaduta negativa sulle possibilità di crescita, ovviamente sostenibile, del nostro territorio e delle attività economiche insediate. Il tema delle dotazioni infrastrutturali va presidiato: il completamento della E78, da Grosseto a Siena, non deve essere realizzato a pedaggio; la realizzazione certa del Corridoio tirrenico deve avvenire senza che le popolazioni e le imprese maremmane subiscano i disagi contenuti nel tracciato Sat».

«Questi sono solo alcuni punti critici che si incrociano, tra l’altro, con la perdita di ruolo della Provincia, che ha svolto una funzione centrale centrale per le politiche di sviluppo, ed in particolare sull’intercettazione delle risorse comunitarie – continua il parlamentare Pd -. In questo contesto, l’elezione dei vertici della “nuova” Provincia, richiede di essere arricchita di forti contenuti politici e programmatici. Non può trattarsi di un passaggio prettamente amministrativo. Perciò, occorre che il PD, ad ogni livello politico e istituzionale, per la forza di governo che esprime, faccia uno sforzo per rappresentare al meglio gli interessi del territorio. Meno cene da campagna elettorale e più confronto politico, quindi».

 

 

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