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230 mila euro per la vela, l’opposizione «Non doveva essere il Comune a pagare»

GROSSETO – «Perché il comune ha sostenuto la maggiora parte delle spese per il campionato di vela del 2013?» lo chiedono, in una interrogazione inviata al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, i consiglieri Luigi Colomba, Mario Lolini, Riccardo Megale, Claudio Pacella, Andrea Ulmi. Per il campoionato mondiale sono state spesi complessivamente «Euro 365.638,28, il Comune di Grosseto ne ha spesi 238.629,92 pari al 65% del totale, la ASD Compagnia della Vela (CdV) ne ha spesi 42.358,19 pari al 12% del totale , mentre il restante 23% è stato finanziato da sponsor privati, Provincia di Grosseto e Camera di commercio».

Secondo quanto affermano i consiglieri di opposizione la delibera comunale concedeva il patrocinio alla CdV stabilendo che tutti gli oneri relativi alla manifestazione sarebbero stati «a totale carico del soggetto organizzatore “Compagnia della Vela” e che pertanto, altri soggetti non interverranno economicamente, mentre l’Ente organizzativo si avvarrà dell’opera di un Comitato Organizzatore che potrà essere, in seguito, individuato; il Comune si impegnava a fornire la propria collaborazione attraverso la disponibilità temporanea di beni materiali, attraverso la collaborazione con il proprio personale e comunque a rendersi partecipe dell’iniziativa anche ricercando, eventualmente, altri “Partners Istituzionali”. La Convenzione con allegato disciplinare veniva firmata dal Comune e dalla CdV stabilendo che “la Società sportiva, sollevando completamente il Comune, doveva provvedere alla organizzazione degli eventi sotto il profilo economico, tecnico, sportivo, fiscale e previdenziale».

«Acquisiti dall’Ufficio Contratti del Comune gli atti relativi alle entrate e alle spese per il Campionato mondiale F18 del 2013, con grandissima sorpresa abbiamo scoperto che sono stati disattesi tutti gli impegni, gli obblighi e prescrizioni contenuti nella deliberazione – prosegue l’opposizione -. La coorganizzazione del Comune senza oneri finanziari si è trasformata in una onerosa partecipazione in maniera pressoché prevalente alle spese della manifestazione sportiva sollevando quasi completamente il “Soggetto Organizzatore” CdV che doveva farsi carico completamente di tutti gli oneri previsti dalla citata Convenzione e che è riuscito invece ad avere anche un utile di 1917,93».

I consiglieri chiedono infine «perché sono state violate le prescrizioni contenute nella Convenzione. Come è stato possibile che il Comune da semplice coorganizzatore, senza oneri, si è trasformato nel finanziatore principale e prevalente, mentre la CdV si è limitata a spese modeste (12% del totale) e con il Comitato ha anche realizzato un utile? Come è stato possibile, in un momento di crisi nera spendere somme importanti per uno sport d’elite, con risultati modestissimi a detta di moltissimi operatori turistici interpellati? Non era forse piu proficuo e più opportuno investire quei denari in maniera scientifica commissionando uno studio organico di come far sviluppare la nostra costa e come rilanciare il turismo alla luce dei notevoli cambiamenti che si sono registrati negli ultimi anni e per poter stare sul mercato con proposte positive e in grado di contrastare al meglio la concorrenza degli altri territori italiani?».

 

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