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Turismo, Cisl lancia l’allarme: lavoratori “fregati” sugli stipendi

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GROSSETO – «Lavoratori dipendenti del turismo fate attenzione, nel salario proposto dai datori di lavoro ci sono compresi anche gli 80 euro di bonus IRPEF del governo Renzi» questo il lapidario avvertimento della FISASCAT-CISL di Grosseto ai lavoratori. Particolarmente colpiti sarebbero i lavoratori stagionali del Turismo che in questo periodo di crisi del settore si trovano più esposti a condizioni proibitive di lavoro.

«Quello che abbiamo visto crescere esponenzialmente negli ultimi anni, è il ricorso alla forfettarizzazione del salario ricorrendo a contratti individuali che non rispettano le regole e le tabelle retributive del contratto nazionale di settore – prosegue la Cisl -. Exempli gratia: un lavoratore dipendente al momento di firmare un contratto di lavoro, si trova a valutare una proposta economica di 1300 euro. Ad una prima occhiata potrebbe sembrare una proposta congrua, ma nello specifico leggendo il contratto, si scopre che quei 1300 euro in busta saranno comprensivi dei ratei di tredicesima e quattordicesima, permessi e ferie non godute ed alle volte addirittura dei ratei di T.F.R. La grande novità di questa nuova stagione turistica sono gli 80 euro introdotti dal governo Renzi che vengono conteggiati anch’essi nello stipendio forfettario. Ovviamente essendo il salario già concordato, le ore di lavoro supplementare divengono un miraggio nella calura estiva.»

Un attacco tout court quello lanciato da via Mameli, un attacco che certamente farà discutere e riflettere. «Tutto questo avviene – fanno sapere i sindacalisti della FISASCAT – facendo corrispondere le singole voci retributive della busta paga con lo stipendio promesso. Ovviamente questi trucchetti non mettono le aziende al riparo dalle vertenze, che a fine stagione potrebbero piovere come i primi acquazzoni che annunciano l’autunno». Non ci sono solamente denunce da parte della FISASCAT, ma anche proposte per arginare l’emergenza. «Vogliamo lanciare un appello alle associazioni datoriali del settore, affinché vigilino in prima istanza per il rispetto dei CCNL dei quali sono firmatarie insieme a noi. Negli ultimi rinnovi contrattuali sono già stati inseriti dei meccanismi di flessibilità che agevolano le aziende in questo momento di crisi. Non si può risparmiare ulteriormente pescando dalle tasche dei propri dipendenti. Cerchiamo di creare una sinergia che vada oltre il tavolo negoziale e che sia sostanziale oltre che formale. Non possiamo permetterci di dimenticare che la qualità del turismo in un territorio è data soprattutto dalla professionalità dei lavoratori, di come accolgono e sanno rapportarsi con il turista e dalle qualifiche sempre più alte e specializzate che gli addetti hanno acquisito attraverso la formazione fatta durante i mesi di minor occupazione. Un settore che si basa moltissimo su tutte queste qualità, non si può permettere di non riconoscere il giusto compenso a coloro i quali concorrono in maniera fondamentale all’eccellenza del nostro territorio. Rinunciare a queste professionalità, facendole scappare verso altre realtà territoriali, significa creare un danno economico per tutta la provincia già duramente colpita dalla crisi e dalla minore affluenza turistica»

 

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Commenti

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  1. Scritto da alex

    dal 1 gennaio del 2017 non vi sará piú l´indennitá di mobilitá e voglio vedere cosa succederá a tutti i milioni di persone fra i 40 ed i 65 anni che si trovano in condizioni di precarietá e senza reddito minimo garantito che in Italia non esiste. Prima fra cassa integrazione e l´aggiunta di mobilitá vi era un periodo che possiamo dire di respiro. Con il passaggio dalla mobilitá all´aspi il periodo di indennitá verrá dimezzato, una cosa pesante per chi ha oltre 50 anni di etá senza pensare a chi ne ha 60 e gli mancano 6 anni a raggiungere la pensione cosa possono farci con 15 o 18 mesi di aspi quando dopo vi é il baratro del nulla. Per lo meno con la mobilitá + le deroghe vi era una sicurezza di 4 – 5 anni.