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In 500 chiedono il prestito sociale. «Tanti in difficoltà, non solo poveri e indigenti»

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di Daniele Reali —

GROSSETO – La crisi che non si ferma. Non sono solo i dati dell’economia a rilento a dircelo. La conferma arriva anche dal report sul micro credito finanziato dalla regione Toscana e attivato a Grosseto grazie alla Caritas, capofila dell’iniziativa regionale per l’area socio sanitaria grossetana.

Qui, in Maremma, il progetto è stato rinominato “Diamo credito alle persone” e prevedeva la possibilità di accedere al prestito sociale, da 500 a 3 mila euro senza garanzie e senza interessi, per chi si trovasse in difficoltà dovute al lavoro, alla casa o per le sue condizioni sanitarie.

Dall’inizio dell’anno, il progetto è iniziato a metà gennaio del 2014, sono stati erogati contributi per 139.500 euro. In totale le associazioni coinvolte hanno avuto più di 500 contatti tra chi si è rivolto perosnalmente agli sportelli dedicati, chi via mail e chi chiedendo informazioni su Facebook. Di questi contatti, 309 sono diventate pratiche vere e proprie. Le domande che sono state approvate alla fine sono state 67 con una erogazione media di duemila euro.

Il progetto è nato nel 2013 quando la Caritas ha creato una rete di associazioni, tra queste Querce di Mamre, Acli, Ceis, Misericordia e Arci solidarietà, e ha aperto 8 sportelli dedicati all’iniziativa facendo anche attività di formazione per gli operatori che hanno poi accolto le richieste. «Lo abbiamo fatto perché – spiega Don Enzo Capitani, Caritas Grosseto – per rednere più capillare possibile l’accesso a questa iniziativa e per sviluppare l’accompagnamento delle persone che hanno ottenuto questo finanziamento».

«Se vogliamo affrontare il tema della povertà in maniera positivia credo che dobbiamo crescere come mentalità e cultura verso una “de istituzionalizzazione” della povertà: l’argomento povertà non può essere affidato soltanto a interventi tecnici e istituzionali, ma c’è bisogno anche della solidarietà che può vincere la povetà a patto che ci lasciamo coinvolgere dai poveri. »

Fino a questo momento la restituzione dei contributi è al 36%. Chi ha ottenuto il prestito ha infatti la possibilità di restituirlo in 36 mesi.

«Il giorno che abbiamo aperto lo sportello – ha raccontato Luca Grandi della Caritas diocesana – di fronte alla porta c’era una lunga fila. Saranno state più di 100 persone. Ci siamo subito resi conto di quanta gente vive situazioni di difficoltà. Non parliamo però di coloro che già frequentano i centri di ascolto della Caritas, di chi viene alla mensa e di chi ritira il pacco di alimenti nelle parrocchie. In questo caso a soffrire la crisi sono anche liberi professionisti o operai».

La maggior parte dei beneficiari è italiana: la quota di italiani infatti rappresenta il 60% del totale, mentre per quanto riguarda gli stranieri che hanno avuto accesso al prestito si tratta, come stabilito anche nel bando regionale, di persone tutte residenti nella zona.

«La forza di questo progetto – ha spiegato Fabrizio Boldrini – è stata quella di metter insieme in rete istituzioni e volontariato in maniera professionale. I nostri assistenti sociali hanno contribuito a formare i volontari coinvolti. che hanno potuto così assistere con maggiori strumenti le persone che si sono rivolte a loro».

In attesa che la regione rifinanzi il progetto sul mirco credito la Caritas ha annunciato che tra settembre e ottobre sarà nuovamente attivo il “prestito della speranza”, mentre per il momento sta proseguendo con le analisi delle domande di credito l’iniziativa messa in campo con la provincia di Grosseto che ha destinato 100 mila euro proprio per questo tipo di iniziative.

 

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