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Basket: il Progetto Grosseto fa crack. La rabbia dei genitori

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GROSSETO – Dopo un anno dalla fusione di due società, la Basket Grosseto e la Biancorossa, il Progetto Grosseto è praticamente arrivato al capolinea. L’unione tra una realtà iscritta al campionato di Serie C e un’altra che lavorava prettamente sul vivaio, difficilmente avrà un seguito. Aspetto che fa arrabbiare un gruppo di genitori che avevano i propri figli iscritti nel sodalizio grossetano. “Finalmente sembrava iniziata una nuova era a Grosseto anche se di fatto gli atleti rimanevano di proprietà delle singole società: un dettaglio trascurabile se rapportato alla nobiltà del Progetto che finalmente vedeva i giovani protagonisti sportivi – dicono -. Peccato che i sogni durano poco perché, dopo solo un anno, tutto è crollato: il Basket Grosseto si è ritirato dall’attività, sciogliendo di fatto la serie C e, con gl’impianti in fase di assegnazione ed in regime transitorio, quindi in un caos completo, arriva la proposta di far confliure tutti gli atleti tesserati nella Pallacanestro Grosseto. Non risultano attività pregresse di questa società, a parte qualche campionato di promozione,non risulta attività giovanile effettuata negli scorsi anni, non si conosce la sostanza economica della stessa:insomma una sorta di scatolone vuoto nato dal nulla”.

“Le due società si mettono d’accordo sulle spalle degli atleti e decidono la sorte degli stessi, dando un peso in termini di tesseramento alla Pallacanestro Grosseto in modo da poter avere una concretezza per la futura assegnazione dell’impianto. E’ stato proposto una sorta di aut-aut perentorio ed il bello è che proviene dagli stessi dirigenti che lo scorso anno erano nel Basket Grosseto:quest’anno la casacca è cambiata ma gli attori sono i medesimi – precisano ancora -. Alcuni atleti delle giovanili più grandi hanno preso accordi per giocare a Piombino,sobbarcandosi,impresa ardua per dei sedicenni, 150 km ad allenamento, quelli più piccoli,nati con la Biancorossa in un progetto che,all’epoca, ha dato modo di allargare la partecipazione a questo sport con dei criteri ampi e condivisi,temono la solita scure delle scelte scellerate che hanno contraddistinto la società capofila del fu Progetto Grosseto perchè a questo punto non si capisce nulla”.

“In mezzo ci sono i genitori preoccupati per il futuro della partecipazione sportiva dei propri figli e non per quanto riguarda l’aspetto di potenziali campioni ma solo per quello attinente allo sport come coesione sociale e cura del proprio corpo. Tutto ciò matura nel caldo estivo e con la totale assenza delle istituzioni che erano presenti alla presentazione dello scorso anno ed alla quale diedero ampio risalto – concludono -. Noi vi chiediamo: dove siete? dov’è la Federazione che dovrebbe tutelare i giovani atleti? perchè vengono assegnati,con soldi pubblici,impianti a società che si dissolvono per poi ricomparire con le stesse facce ma con un altro nome? Speriamo in una soluzione decisa della Federazione e del Comune, unitamente a quella di altri sdegnati cittadini che,come noi vivono queste odiose situazioni in altri sport: fatevi sentire in tutte le sedi perchè qui non siamo noi ad essere in gioco ma i nostri figli per i quali ci accolliamo notevoli sforzi economici per poi essere crocefissi da forze ignote”.

 

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