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Rivoluzione 118: via la centrale da Grosseto. Il Psi: «No a questa sanità»

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di Daniele Reali —

GROSSETO – Tra i primi ad uscire allo scoperto sulla riorganizzazione delle centrali del 118 per gli effetti che avrà sulla sanità maremmana sono i socialisti di Grosseto. Il Psi, tutto il partito, è compatto e chiede una riflessione e un cambio di rotta sulle politiche in tema di sanità a livello regionale e locale.

Già un anno non fa i socialisti avevano denunciato, nell’incontro pubblico organizzato proprio a Grosseto, i problemi del piano regionale di riorganizzazione. Oggi a distanza di 12 mesi con il taglio della centrale del 118 e il suo trasferimento a Siena quei timori sono stati confermati.

«Questa razionalizzazione era già nota nel piano regionale. Forse non tutti l’avevano compresa fino in fondo. Noi, tra i primi, l’avevamo segnalata. Oggi vogliamo rilanciare l’azione della politica – spiega il segretario provinciale del Psi Francesco Giorgi – e aprire un confronto sul sistema della sanità in Toscana. La centrale andata salvaguardata perché Grosseto durante l’estate è una provincia che vede moltiplicarsi la sua popolazione. Era una esigenza reale e non una questione di campanile con Siena e Arezzo».

Ma la riflessione aperta dal Psi riguarda anche altri aspetti della sanità. Per Filippo Andretta, responsabile dell’area sanità del partito, deve essere ripensata anche l’organizzazione dei servizi basata sull’intensità di cura. «Bisogna investire nella formazione e fino a che non ci sarà personale preparato a operare con i criteri dell’intensità di cura sarebbe meglio che questo tipo di organizzazione negli ospedali fosse fatta ma limitatamente ai reparti». Critiche sono arrivate dal Psi anche sulla questione della società della salute che di fatto esistono ancora e sopratutto sulla vicenda della laurea in infermieristica. «Di fatto – ha detto Andratta – con il nuovo bando i corsi sono stati fissati come sede a Siena e Grosseto perde un’altra delle sue eccellenze. Ogni anno circa 60 studenti partecipavano al corso di Grosseto e spostare tutto a Siena è davvero un danno alla città».

Tra le prime proposte cconcrete per invertire questa tendenza il Psi lancia l’idea di un incontro pubblico che metta a confronto cittadini, lavoratori e sindacati. «Vogliamo essere vicini – ha detto Maurizio Cossu, consigliere comunale – alla gente che in questo momento è preoccupata per questi cambiamenti. Per questo proponiamo un primo incontro in cui si possa aprire un vero confronto per guardare al futuro».

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