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La storia a lieto fine di Baya: dal Mali in Italia per laurearsi grazie ad una famiglia maremmana

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di Barbara Farnetani —

GROSSETO – Quella che vi raccontiamo oggi è una storia a lieto fine, la storia di Baya, proveniente dal Mali e che ha coronato un sogno che forse non osava neppure avere. E tutto grazie ad una famiglia maremmana che si è presa cura di lui.

Stefano e Vittorio Coccoletti sono arrivati in Mali nel 1992, per gestire un albergo e un ristorante che la madre aveva in Africa. Lì i due fratelli hanno conosciuto Baya Dramerà, che all’epoca aveva una decina di anni. Il ragazzo non era mai andato a scuola e, lontano dalla famiglia si manteneva vendendo audiocassette pirata. Il ragazzo, molto educato e sveglio, sebbene non avesse mai studiato parlava perfettamente francese. I due fratelli presero a cuore la sua vicenda, la moglie di uno dei due, Priscilla, iniziò a insegnargli a scrivere, poi i fratelli lo iscrissero ad una scuola privata e ne hanno seguito gli studi sino al 2000, quando sono tornati in Italia (nella foto Baya con Vittorio Coccoletti).

Anche da casa però il loro appoggio al giovane non è venuto meno. Hanno continuato a pagare gli studi del ragazzo e, una volta raggiunto il diploma, lo hanno fatto venire in Italia, dove, tutti assieme gli hanno pagato l’università a Siena, dove ad aprile Baya si è laureato in Scienze politiche a indirizzo internazionale. «Baya è un ragazzo in gamba – racconta Stefano Coccoletti tour operator dell’agenzia di viaggi Eko – è arrivato in Italia e, senza quasi conoscere l’italiano, in breve tempo è riuscito a dare il primo esame. Adesso conosce quattro lingue e ha iniziato a inviare in giro il proprio curriculum, anche in organizzazioni non governative internazionali. Magari conoscendolo in molti capiranno che da quei paesi arrivano molti ragazzi in gamba e con tanta voglia di fare e lavorare».

 

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