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L’arsenico nella piana del Casone approda in Parlamento, Faenzi chiede chiarimenti

SCARLINO – “Le notizie riportate dalla stampa locale, sulla gravissima situazione ambientale causata dalla contaminazione da arsenico nel territorio della Piana del Casone, sono tanto allarmanti quanto sbalorditive, se si considera come le denunce dei Comitati degli ambientalisti locali, risalgono ad oltre un decennio, senza che nulla di serio sia stato fatto per bonificare l’area”. Così il deputato di Forza Italia Monica Faenzi, che, con un’interpellanza ai Ministri dell’Ambiente e della Salute, pubblicata giovedì, ha chiesto di intervenire in tempi rapidi “per chiarire una serie di aspetti per una vicenda che stando alle ultime analisi dell’Arpat e dell’Asl si è ulteriormente aggravata”.

“Le operazioni di bonifica dall’arsenico nella falda acquifera della piana di Scarlino non hanno infatti funzionato, anzi l’inquinamento è aumentato più di prima. Ho voluto rendere nota una vicenda, che magari non risulterà agli onori delle cronache nazionali – prosegue la deputata azzurra – ma che tuttavia riguarda la salute e la tutela dell’ambiente di migliaia di cittadini della provincia di Grosseto, ed in particolare i comuni di Scarlino e Follonica, i cui territori sono stati oggetto di danni ambientali causati, con ogni probabilità, dall’attività industriale dell’Eni. I mancati controlli e le inefficienze dimostrate nel corso degli anni dalle autorità preposte alla vigilanza e al controllo, compreso il comune di Scarlino, impongono un intervento a livello governativo, per appurare una situazione che, se fosse confermata, risulta essere di estrema gravità per la salute delle comunità locali interessate e la salvaguardia del territorio grossetano”.

 

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