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Dopo la “beffa” Concordia, «il Governo non dimentichi Piombino». Monito del Pd maremmano

GROSSETO – Persa la partita della Concordia che sarà smaltita a Genova, si riapre il dibattito sul futuro dell’area industriale di Piombino messo in estrema difficoltà dopo la crisi delle acciaierie.

Il Pd maremmano dopo aver partecipato al viaggio sulla Phalesia “#pesterossaonboard” che ha percorso la futura rotta del relitto Concordia torna a parlare delle prospettive per Piombino.

«Il Governo italiano – scrive Barbara Pinzuti, segretaria provinciale del Pd – ha stanziato ingenti fondi per la predisposizione del porto di Piombino all’accoglimento della nave, o meglio, più in particolare, per rendere tale porto adatto all’accoglimento di mezzi industriali importanti stante la riqualificazione dell’area piombinese quale polo logistico di eccellenza per la riconversione e la trasformazione di manufatti metalliferi».

«L’interesse – aggiunge la Pinzuti – che si chiede non venga sottovalutato, è proprio questo: quello di salvaguardare un’area industriale in fortissima crisi e che grazie alla commessa della Concordia avrebbe potuto trarre un respiro finanziario e produttivo. Ci auguriamo che il Governo tenga conto anche di queste esigenze e che nella redazione del piano industriale per lo smantellamento del relitto di Costa Concodia venga riconosciuto un ruolo anche alle acciaierie di Piombino, ovvero alla Lucchini, in modo che tanti investimenti sino ad oggi destinati sia al Porto che all’area industriale non vadano a contribuire alla costruzione di una cattedrale nel deserto oltre che, ironia della sorte, il requiem definito. delle industri Lucchini e del loro indotto nel quale, ricordiamo, sono impiegati tantissimi lavoratori provenienti anche dalla Provincia di Grosseto».

 

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