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«15 minuti di distruzione» come la grandine ha rovinato il raccolto. Richiesto lo stato di calamità

di Barbara Farnetani

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – È stata un disastro la grandinata di due giorni fa sulle campagne maremmane. Chicchi grossi, duri come vetro, caduti con una violenza impressionante. Un quarto d’ora, non di più, in cui il vento ha tirato forte e la grandine ha funestato molti comuni.

A farne le spese i raccolti e la frutta ancora sugli alberi «I 15 minuti di distruzione». Li ha definiti il sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato alcune foto dei danni alle campagne. «Gravi i danni subiti dalla nostra agricoltura. Frutteti, vigneti ed altre produzioni sono state completamente distrutti prima da vento fortissimo e trombe d’aria e successivamente da una grandinata. Necessita un intervento pubblico a sostegno delle imprese agricole. Provincia e Comune si sono attivate».

E anche la Cia, la Confederazione italiana agricoltori interviene sull’argomento: «Ci stiamo già mobilitando per chiedere lo stato di calamità e per questo invitiamo i nostri Associati a definire le zone di proprietà colpite dal maltempo e a fare un bilancio dei danni subiti – afferma Enrico Rabazzi presidente provinciale Cia -. Anche se è presto per fare un bilancio sappiamo che la grandinata che ha colpito il comune di Campagnatico, Castiglione della Pescaia, la zona di Poggi del Sasso e le altre aree della Provincia nelle scorse settimane, ha causato danni ingenti ai cereali, alle coltivazioni di ortaggi e ad alcune vigne».

«Questo è un momento delicato per l’agricoltura – continua Rabazzi – le bizzarrie climatiche ma sopratutto la grandine rischiano di distruggere il raccolto delle verdure nei campi, di creare danni alle piante da frutto e di rovinare pregiati vigneti. Settori questi fondamentali per il comparto agricolo e per l’economia della nostra Provincia. Se sommiamo i danni causati da questo temporale anomalo alla pesante crisi che ancora opprime l’agricoltura, rischiamo di far definitivamente soccombere il settore primario con conseguenze che ricadrebbero non solo su chi lavora nei campi ma sull’intera economia locale. Purtroppo contro il maltempo poco possiamo fare , molto invece è quello che le istituzioni, per prime, possono garantire al settore per evitare che la congiuntura negativa sia irreversibile. Per questo – conclude Rabazzi – alle istituzioni chiedo uno sforzo maggiore verso le richieste del mondo agricolo; alle aziende chiedo di inviarci al più presto una relazione dei danni subiti . Da parte mia come presidente Cia mi impegno da subito a contattare gli enti preposti per valutare e capire se ci sono le condizioni di legge per garantire e ottenere eventuali indennizzi».

 

 

 

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