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La Toscana riscopre la “via Francigena”. Ecco tutte le 15 tappe del turismo slow

LUCCA – Dritta al cuore: la Via Francigena toscana è una realtà. Uno degli obiettivi della Toscana in questi anni sarà celebrato domani a Lucca, nel corso di una cerimonia a cui parteciperà tra gli altri il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. “Fu Romano Prodi a suggerirmi questo progetto – ricorda il presidente Rossi – quando andai a trovarlo all’inizio della legislatura. Rilancia la Francigena, mi disse, e da allora ci siamo messi a lavoro”. Un grande lavoro: 370 chilometri (dal passo della Cisa ad Acquapendente) attrezzati, segnalati e in sicurezza da percorrere a piedi, in bicicletta e presto anche a cavallo. Un investimento regionale di 16 milioni di euro sulle 15 tappe di un percorso che rappresenta il 20% del tratto europeo e il 40% di quello italiano, 200 interventi per la messa in sicurezza, 16 strutture di ospitalità finanziate, altre 44 di ospitalità ecclesiastica e 1200 strutture ricettive presenti nel raggio di un chilometro, 200 interventi di animazione nel 2014. Questi interventi e le compagne di comunicazione previste dalla Regione sono destinati ad aumentare il già consistente numero di frequentatori: solo nel 2013 si sono contati circa 100mila pellegrini. Dal 2011 ad oggi il trend è in ascesa costante, con una media di oltre il 20% di pellegrini in più ogni anno.

Quello della via Francigena è un progetto che vuole tornare a unire l’anima europea, come quando nacque, nello spirito di un pellegrinaggio carico di religiosità affrontato dall’arcivescovo Sigerico da Canterbury alla sede del seggio papale di Roma. Lega infatti quattordici regioni dall’Inghilterra alla Francia, dalla Svizzera all’Italia attraverso un percorso di circa 1800 chilometri. Nato 24 anni fa, il progetto ha trovato il momento del suo rilancio cinque anni fa, come afferma l’Associazione Europea Vie Francigene, quando la Regione Toscana, divenendone capofila, ne ha assunto il coordinamento e l’ha proposto come obiettivo di legislatura e come risposta alle nuove domande poste dal turismo. Sostenibilità e identità riaffermate rispetto alla storia, alla cultura e ai paesaggi per richiamare a conoscere i territori nella loro completezza, attraverso un recupero del tempo e del proprio sentire: sono le carte vincenti della proposta della Via Francigena, ma anche quelle che continuano ad attrarre in Toscana il turista, il viaggiatore, in cerca oggi sempre più di motivazioni, non solo di destinazioni. Il recupero della Francigena va esattamente in questa direzione, e crea le condizioni della realizzazione di un sogno, insieme culturale, spirituale, identitario, legato al paesaggio.

E’ una idea che guarda al futuro e ai giovani. Insieme a questa Toscana meno frequentata, ma non meno nobile delle città d’arte, può essere consegnato ai giovani europei, italiani, toscani, un comune capitale per il futuro, un corridoio ‘leggero’, capace di offrire loro spazi dove inventarsi ricerche innovative, fare attività culturali, insediare nuovi modi di fare impresa e far crescere una idea di diversa di sviluppo. La Francigena si presenta come una infrastruttura leggera che ha messo tutti d’accordo: una autentica Via della pace, che può diventare di ispirazione ad un intero progetto di mobilità a piedi nelle nostre città, per consolidare la Toscana come regione del camminare e del viaggiare lento.

Da una rilevazione condotta sui social network è possibile, soprattutto a partire dal 2012, notare come della Francigena si parli in termini positivi. Chi l’ha percorsa sottolinea l’emozione del cammino, la bellezza dei paesaggi, il fascino delle vestigia medievali e dei borghi che si incontrano lungo la strada. Una pecca rilevata, ma sulla quale si sta intervenendo, è il basso numero delle strutture ricettive a poco prezzo. In sintesi emerge che la Francigena è un brand molto ben posizionato in Italia ma ancora non troppo conosciuto all’estero. Tra le parole di apprezzamento sui social spiccano i musei, la strada stessa, il cibo, l’arte, i trasporti pubblici oltre, naturalmente, al clima.

Info: www.regione.toscana.it/via-francigena

Via Francigena: le 15 tappe – Ecco come si articola il tracciato della via Francigena in Toscana. Per tutte le informazioni sull’itinerario, le mappe interative, i servizi, la storia, le curiosità e i suggerimenti per il viaggio consultate www.regione.toscana.it/via-francigena

Qui trovate la mappa interattiva: LINK .

• Dal Passo della Cisa a Pontremoli: circa venti chilometri tra i boschi e e le foreste dei versanti appenninici, con un tempo di percorrenza a piedi intorno alle 5 ore.

• Da Pontremoli ad Aulla: borghi e antiche pievi lungo il fiume Magra di 33 chilometri per circa otto ore di passeggiata;

• Da Aulla ad Avenza: si fa l’ultima salita tra i boschi per affacciarsi ai panorami sul Tirreno. Otto ore di camminata per oltre 32 chilometri;

• Da Avenza a Pietrasanta: la Versilia e le sue montagne di marmo. Quasi 30 chilometri che richiedono intorno alle sei ore di percorrenza;

• Da Pietrasanta a Lucca: si lasciano le colline per attraversare la valle del Serchio fino alle mura di Lucca. Qualcosa più di 32 chilometri da fare in circa 7 ore;

• Da Lucca ad Altopascio: Sulla strada che fu dei briganti e delle paludi. Quattro ore di cammino per fare poco menoi di 18 chilometri;

• Da Altopascio a San Miniato: si va lungo l’Arno. Oltre 25 chilometri da compiere in circa sei ore;

• Da San Miniato a Gambassi Terme: si sbuca in Val d’Elsa, tra colline e pievi. Poco meno di 24 chilometri da fare in meno di sei ore;

• Da Gambassi Terme a San Gimignano: si arriva alla città delle torri. In circa tre ore si possono fare quasi 13 chilometri e mezzo;

• Da San Gimignano a Monteriggioni; si va per la Val d’Elsa. Ci vogliono sette ore per fare appena meno di 30 chilometri;

• Da Monteriggioni a Siena: una breve tappa verso la città del Palio. Cinque ore dipasseggiata per coprire 20 chilometri e mezzo;

• Da Siena a Ponte d’Arbia: la vista delle colline della Val d’Arbia. Si cammina per 28 chilometri e mezzo impiegando quasi sette ore;

• Da Ponte d’Arbia a San Quirico d’Orcia: percorsi secondari e si arriva in Val d’Orcia. Sei ore circa di percorso per compiere quasi 27 chilometri e mezzo;

• Da San Quirico d’Orcia a Radicofani: verso la rocca di Ghino di Tacco. Sono quasi 38 chilometri da percorrere in circa sette ore;

• Da Radicofani ad Acquapendente: oltre il confine della Toscana, nella terra del tufo. Ci vogliono sette ore per percorrere quasi 32 chilometri.

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