In centro storico a piedi, Fabrizio Rossi: «Rischiamo eutanasia della città»

GROSSETO – Continua a far discutere la manovra di pedonalizzazione del centro storico voluta dall’amministrazione comunale. Dopo le proteste di alcuni cittadini, di coloro che hanno un attività economica da gestire all’interno delle mura, e la nascita di un gruppo facebook contro tale provvedimento, interviene sulla vicenda anche il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Fabrizio Rossi. «La pedonalizzazione del centro storico oggetto della mozione si è innescata in un momento non certo favorevole per la città e per il suo “salotto buono”. Se da un lato si fanno paragoni nobili di realtà toscane come Firenze e Lucca, dall’altro lato si fa finta di ignorare che all’interno del nostro “esagono comunale” vi è tutto tranne che quello che troviamo nelle più conosciute città d’arte. In consiglio comunale ho avuto modo di dire come si è arrivati alla mozione, che avrà certamente delle ripercussioni, per i residenti e i commercianti del centro storico, senza una preventiva consultazione degli stessi nelle opportune sedi delle commissioni consiliari o con altri strumenti di consultazione».

«Vi sono dei motivi di particolare urgenza per saltare quest’ultimo passaggio? I cugini della vicina Siena stanno elaborando una consultazione cittadina per chi lavora e risiede all’interno delle mura e, rammento, che il centro storico di Siena è nettamente più esteso rispetto a quello di Grosseto – prosegue Rossi -. Ma siamo sicuri che il percorso di pedonalizzazione sia un bene per il centro addirittura, come recita la mozione, in previsione di estenderla al primo anello oltre le mura medicee? Sul punto la maggioranza si arrampica sugli specchi poiché in consiglio comunale i consiglieri ideatori della mozione (PD in testa) hanno sostenuto in maniera demagogica che ogni male del centro è rappresentato dai passaggi veicolari e hanno confuso talvolta la pedonalizzazione in contrapposizione con la “movida” dei più giovani».

«Se in primis la movida giovanile non riguarda minimamente la pedonalizzazione, poiché parte del centro storico è già pedonalizzato ed è noto che il divertimento serale ha luogo maggiormente il venerdì e il sabato sera dopo le 22 (quindi per brevi momenti nell’arco di una settimana con un passaggio veicolare ridottissimo), al tempo stesso basterebbe ridurre i permessi esclusivamente ai residenti durante tutta la settimana, oltre alle forze dell’ordine, Croce Rossa e poco più – prosegue il consigliere comunale -. Già il numero di permessi si ridurrebbe sensibilmente e, conseguentemente, il passaggio veicolare. Se si aggiunge che molteplici posti auto sono riservati ai veicoli di comune e provincia, si potrebbe già liberare molti parcheggi per coloro che abitano in centro e portare i mezzi istituzionali nel vicino parcheggio ex Amiata, sottoutilizzato e di proprietà dell’ente locale. Altresì pare errato partire dalla pedonalizzazione quando il centro sta vivendo una desertificazione commerciale evidente a tutti e i residenti vivono continui disagi per la raccolta rifiuti, per l’attuale scarsa sicurezza e decoro urbano».

Fabrizio Rossi poi, pone una serie di domande: «I valori commerciali degli immobili con i disagi ulteriori della pedonalizzazione sono certamente destinati a diminuire. Chi abita per scelta in centro sarà portato ad andarsene in assenza di servizi? E gli anziani? Siamo sicuri che in centro storico ci siano solo case di lusso per dei privilegiati, come qualcuno ha sostenuto in consiglio comunale (nel tessuto antico del centro storico sovente non ci sono ascensori, non ci sono balconi, non c’è neppure in tutte le abitazioni il metano)? Quale impatto avrà sul commercio, quando attualmente chiudono moltissimi esercizi commerciali, come in via San Martino già pedonalizzata, che vanta più saracinesce abbassate che attività aperte? Quindi si può parlare di “Salotto buono” adesso?»

E ancora: «Forse la Giunta Antichi l’ha reso tale, ma si può ancora affermare che attualmente è così, quando cadono a pezzi la vecchia Biblioteca Chelliana, l’ex Marraccini, il vecchio Ospedale ancora in quelle condizioni, lo spostamento del polo universitario fuori dalle mura ma destinato alla chiusura, poi la sporcizia, le scritte sui muri e il vandalismo che prende il sopravvento o l’assenza di arredo urbano qualificante? Non sarebbe il caso di restituire in un primo momento il salotto buono ai grossetani e poi pensare di ragionare con commercianti e residenti, sulla pedonalizzazione in un secondo momento? Mica vorranno farci credere che i giorni di sabato e domenica in Luglio e Agosto, quando la città è piuttosto deserta, possono essere significativi per una sperimentazione? Una cosa è certa, l’opposizione di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale non resterà a guardare».

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