Proteste per il voto, Bellumori: «Elettori trattati come merce e schede fotografate»

CAPALBIO - «Non è la Capalbio che voglio». Così, con amarezza e rammarico, il candidato sindaco di Capalbio Luigi Bellumori commenta, su Facebook, la tornata elettorale che si è appena conclusa. Bellumori parla di «Elezioni nel terrore: neo comunitari trattati come merce rincorsi nelle piazze, liste di elettori spuntate con appostamenti, telefonate per chiamare la gente al voto».

Scrive l'ex sindaco sul proprio profilo Facebook e continua «Al seggio n. 2 una elettrice ha fotografato la scheda che aveva votato! Non è la Capalbio che io vorrei. Non è una Capalbio libera! Non è questo il luogo dove si è scelto di vivere!» Gli scrutatori avrebbero visto la donna mentre, dentro alla cabina elettorale, fotografava la scheda, hanno preteso di verificare il cellulare e hanno trovato la foto con le preferenze.

«Dal commissariamento in poi è stato tutto un decadimento della moralità - prosegue Bellumori - un bruttissimo episodio come tutta la situazione veramente squallida».

 

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