Macchiascandona diventa laboratorio a cielo aperto. «Qui si sperimenta per migliorare i raccolti» foto

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Una scuola superiore come l’istituto Leopoldo II di Lorena, un’azienda leader per i fertilizzanti come la Timac la terra di Maremma. Tre fattori che insieme hanno dato vita ad una sperimentazione sul grano sui terreni dell’azienda agricola di Macchiascandona che è gestita direttamente dalla scuola grazie alla convenzione firmata con la provincia di Grosseto.

Un’azienda che è diventata, così come negli intenti della convenzione, una sorta di laboratorio a cielo aperto per testare nuove tecniche di coltura, ma anche prodotti a servizio della coltivazione e della produzione. Tra questi i fertilizzanti della Timac che sfruttandando ricerca e tencologia sono pensati per adattarsi perfettamente ai terreni sui quali vengono impiegati.

«Questa iniziativa – ha spiegato il dirigente scolastico dell’istituto Leopoldo II di Lorena Alfonso de Pietro – rientra tra gli obiettivi che ci siamo dati per aprire l’azienda della scuola al territorio. A breve inaugureremo anche il “percorso natura” che consentirà agli studenti di tutte le scuola della provincia di Grosseto e non solo di visitarlo».

Le prove condotte con l’assistenza dei tecnici Timac hanno interessato circa sette ettari di terreni, tutti seminati a grano. Per meglio comprendere l’efficienza e il contributo dei fertilizzanti, nello stesso appezzamento di terreno sono state ricavate tre “strisce” differenziate: in una è stato usato il fertilizzante tradizionale, mentre nelle altre due i fertilizzanti di ultima generazione.

«I risultati – come ha spiegato Gabriele Magrini, responsabile commerciale di Timac – sono visibili già ora e mostrano come la porzione di terreno trattata con i nostri fertilizzanti sia caratezziate da una migliore produzione. Il riscontro vero ci sarà dopo la mietitura, ma già si può dire che la coltura che è stata “assistita” con i nostri fertilizzanti avrà una resa maggiore soprautto per quanto riguarda la qualità». Già in passato infatti sono stati registrati alti valori qualitativi in prove simili proprio sul grano duro che poi viene utilizzato per la produzione della pasta.

Una scelta quella della qualità che viene sempre più incoraggiata e che sarà la vera sfida della Maremma soprauto per l’agroalimentare.

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