Scuola, quarto giorno di protesta al Giglio, Ortelli «Lo stato garantisca l’istruzione»

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di Barbara Farnetani —

ISOLA DEL GIGLIO – Continua all’Isola del Giglio la protesta delle famiglie per garantire il diritto allo studio dei ragazzi. Oggi i ragazzi, sia delle elementari che delle medie, come avviene ormai da lunedì non sono andati a scuola. Ieri si erano simbolicamente incatenati nel piazzale in cui sbarcano i traghetti, mentre oggi due genitori sono andati, con due striscioni, a Monte Argentario, dove si sta svolgendo la manifestazione sport amico, per allargare la protesta.

Gli unici studenti che sono entrati in classe sono quelli della terza media, che devono concludere il programma in vista degli esami di fione anno. I genitori rifiutano la proposta del ministero di fare una pluriclasse, anche perché questo andrebbe a discapito dell’appredimento. «Qui c’è una cattiva interpretazione dell’obbligatorietà scolastica – afferma Sergio Ortelli, sindaco di Isola del Giglio – lo stato già ci toglie due anni, visto che la scuola sarebbe obbligatoria sino ai 16 anni, e allora indietro qualcosa ci deve pure rendere. Anche perché la pluriclasse significa che un solo insegnante sarà fisso sull’isola, gli altri si troverebbero a fare tre ore qui e il resto altrove: per tre ore nessuno ci viene. Alle famiglie tenere i figli fuori costa mille euro al mese, per qualcuno significa rinunciare a studiare».

«Servono deroghe per le piccole isole così come per la montagna – conclude Ortelli – non si possono mettere insieme i bambini di prima e quelli di terza, i ragazzi hanno diritto ad avere un insegnamento adeguato». Il sindaco ha anche scritto al Ministro dell’Istruzione, università e ricerca Stefania Giannini per sollecitare una risposta da parte del ministero. «La problematica della scuola nella nostra come in altre isole, – si legge nella lettera – è fortemente connesso al tema della continuità, nella fattispecie “didattica”, in quei territori che rappresentano zone geograficamente disagiate a cui deve essere posta una speciale attenzione. Da tempo si parla di tagli alla scuola, che indeboliscono profondamente il sistema delle Isole molto più fragile dei territori continentali, senza arrivare a soluzioni o deroghe di nessun genere.

Ieri gli alunni si sono rifiutati di entrare in classe e i bambini delle primarie, di primo e secondo grado, si sono mossi in corteo fino al punto di attracco dei traghetti bloccando l’uscita dei mezzi del primo traghetto sbarcato sull’Isola delle 08.30. Da lì poi nuovo corteo fino alla scuola con fischietti e striscioni.

 

 

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