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Sanità lumaca, un anno e mezzo per un esame «Sempre che sia sempre vivo» foto

di Barbara Farnetani —

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Un anno e mezzo. Tanto dovrà aspettare un castiglionese per potersi fare un ecodoppler venoso. Un tempo biblico, specie per un esame medico. «Quando mi hanno dato l’appuntamento mi hanno detto il 5 di ottobre e non ho fatto caso all’anno – afferma Pietro Bruno Mugnai, 69 anni, di Castiglione della Pescaia – quando sono tornato a casa e sono andato a segnarlo nell’agenda però qualcosa non tornava. Doveva essere un lunedì e invece cascava di domenica». Racconta ancora Mugnai.

 

«Il giorno dopo sono tornato al centro prenotazioni, e ho fatto notare l’errore ma mi hanno detto che non c’era nessun errore – precisa Mugnai – solo, l’anno di visita era il 2015. Mi hanno detto che non ci sono modi di sveltire la cosa, a meno che il mio medico non mi faccia una richiesta urgente, ma il mio dottore ha già detto che non può farlo perché non sarebbe regolare».

Mugnai è basito, «Mi era capitato di aspettare 2, 3, 4 mesi, per una prestazione, attese accettabili, io ho sempre usufruito del servizio pubblico e mi sono sempre trovato bene, ma un anno e mezzo per un controllo (“se sono sempre vivo”, ironizza) significa costringere una persona ad andare dai privati». Mugnai racconta di aver fatto questo esame due anni fa, e di doverlo ripetere, appunto, ogni due anni, visto che il padre è morto proprio per motivi correlati ad un problema congenito che ha anche lui. «Cero, farlo privatamente significa spendere 180-200, anche 250 euro, per chi è in pensione non è semplice, ma se non ci sono alternative sarò costretto a rinunciare al servizio pubblico».

Mugnai fa poi un appello ai dirigenti della Asl e anche al presidente della Toscana Enrico Rossi perché risolvano situazioni come la sua.

 

 

 

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