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Sociale e sanità, Benini punta sulla Casa della salute e su un centro giovani

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FOLLONICA – «Le idee, i grandi e piccoli progetti sono l’anima della politica, ma la politica deve tradursi in decisioni concrete». A parlare è Andrea Benini, candidato sindaco a Follonica. «In questi anni l’amministrazione comunale ha portato avanti progetti in campo sociale e sanitario, completandone alcuni e ponendo le basi per altri. Tra gli obiettivi raggiunti ci sono la realizzazione della piazzola dell’elisoccorso con abilitazione notturna (nel 2010), l’apertura del Punto salute al centro commerciale della 167 Ovest per prelievi ematici e ambulatori dei medici di famiglia (2011), la realizzazione della seconda farmacia comunale in via Cassarello (2012) e l’inizio dei lavori per la costruzione del nuovo distretto che prevede, oltre ai parcheggi e alla viabilità accessoria, un nuovo punto di primo soccorso di 440 metri quadrati (rispetto all’attuale di 120 metri quadrati) che sarà dotato di sala triage, osservazione breve (risultato unico in Toscana) e radiologia H12. La nuova struttura diventerà la sede del centro diurno della psichiatria con un aumento significativo dei posti, da 6 a 20».

«Un altro servizio importante sarà la realizzazione della Casa della salute per ospitare gli ambulatori dei medici di medicina generale che sarà in grado di erogare prestazioni di qualità superiore – continua Benini -. La conclusione dei lavori è prevista per giugno 2015. C’è ancora molto da fare: ad esempio la Casa della salute, servizio sul quale la nuova amministrazione comunale avrà un compito strategico su obiettivi e interventi da attuare, ma anche l’ambulatorio pediatrico distrettuale con specialisti ambulatoriali e infermieri, cercando sinergie con i pediatri di base. Non solo: c’è l’odontoiatria ambulatoriale, con la sfida di adottare iniziative volte ad ampliare l’accesso alla prevenzione e alle cure, con particolare riferimento alle fasce deboli della popolazione, e l’indispensabile intervento su tutti i servizi socio-assistenziali (Rsa e assistenza domiciliare non sanitaria), rafforzando le prestazioni attuali e dando certezze lavorative ai tanti precari del settore. E’ inoltre necessaria la creazione di un Centro giovani (6-14 anni) con funzione di supporto per i genitori che devono lavorare e non hanno una rete familiare di riferimento che permetta anche la permanenza per il pranzo».

«Un’altra funzione potrebbe essere quella di monitorare minori a rischio, seguiti in collaborazione con l’autorità giudiziaria – conclude Benini -. Inoltre pensiamo alla Casa rifugio anonima da gestire in sinergia con il Centro antiviolenza, a disposizione delle donne e le madri che devono essere allontanate da casa per essere al sicuro. E’ in progetto anche Dopo di Noi, struttura a gestione pubblico-privata che prende in carico persone con disabilità medio-grave o grave rispondendo all’interrogativo “chi si prenderà cura di mio figlio quando io non ci sarò più o non potrò più assisterlo?”. Gli ideali devono calarsi nella realtà, devono trovare la loro posizione nel dialogo, nel confronto e nell’azione. E’ quello che faremo».

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