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Tasse per i grossetani: ecco tutte le aliquote di Imu e Tasi. Borghi: «Puntiamo alla chiarezza» foto

GROSSETO –Il Consiglio comunale ha approvato questa mattina il Regolamento che disciplina l’applicazione della Iuc (Imposta unica comunale), istituita dalla Finanziaria votata dal Parlamento lo scorso dicembre e poi ha stabilito le aliquote per Imu e Tasi. Per quelle della Tari si devono ancora attendere le decsioni dell’Ato rifiuti con il PEF. La legge 147/2013 prevede che, per l’anno 2014, la somma delle aliquote Imu e Tasi, per ciascuna tipologia di immobile, non possa superare l’aliquota massima consentita dalla legge statale per la sola Imu nel 2013.

Le aliquote Imu e Tasi – Il Consiglio comunale ha approvato anche le aliquote Imu e Tasi 2014, non quelle della Tari, per le quali si attendono appunto le decisioni dell’Ato.

Per quanto riguarda l’Imu (Imposta municipale propria) nel 2014 si applicherà un’aliquota del 6 per mille per le case di lusso (ville e castelli) anche se abitazione principale, l’8,6 per mille sui terreni e il 6,1 per mille per seconde case regolarmente affittate o concesse in comodato d’uso gratuito ma anche per gli immobili non produttivi di reddito fondiario, per quelli ad uso artigianale o per negozi con sede fissa e superficie non superiore ai 300 mq o ancora per attività di somministrazione di alimenti e bevande. L’aliquota è invece al 10,6 per mille per le case sfitte e le aree fabbricabili, ma anche per altre fattispecie (centri commerciali, industrie, banche e altro ancora) per le quali il 7,6 per mille è riservato allo Stato come nel 2013.

La Tasi (Tributo per i servizi indivisibili) nel 2014 applicherà invece un’aliquota del 2,5 per mille per le abitazioni a titolo principale, per quelle appartenenti alle cooperative edilizie, per alloggi sociali, per casa coniugale dopo un’avvenuta separazione ma anche per seconde case regolarmente affittate o date in comodato, per gli immobili non produttivi di reddito fondiario, per locali ad uso di artigiani o per negozi con sede fissa e superficie non superiore ai 300 mq o ancora per attività di somministrazione di alimenti e bevande. Scende all’ 1 per mille per fabbricati rurali ad uso strumentale e a zero per quelli realizzati e ancora invenduti e per gli immobili che pagano un’aliquota Imu al 10,6 per mille.

Si prevede un introito complessivo di oltre 7 milioni di euro vincolati dalla Legge alla rigida destinazione di Bilancio relativa ai vari servizi comunali (elencati in delibera).

«Oggi – spiega Paolo Borghi, assessore al bilancio – abbiamo approvato il regolamento della Iuc, come prevede la Legge, e che rappresenta la cornice all’interno della quale si inseriscono i tre tributi locali. Un lavoro imponente ma all’interno di rigidi vincoli normativi. In pratica parliamo quasi completamente di soldi che restano al Comune che dispone però di margini ridottissimi nel decidere in quale modo incassarli e soprattutto a chi richiederli. L’orientamento generale al quale ci siamo quindi ispirati è comunque quello della chiarezza, della semplicità e della trasparenza. In un panorama fiscale che definirei schizofrenico il Comune ha infatti cercato di evitare confusione e di garantire certezze. Ne è un esempio anche la scelta di semplificare all’osso le aliquote della Tasi senza considerare detrazioni che, attraverso calcoli complicatissimi, avrebbero generato confusione estrema per ottenere vantaggi economici minimi se non addirittura aggravi. Sembra incredibile ma è stato meglio far pagare praticamente a tutti la stessa cosa».

«In generale appare evidente la scelta di pesare il meno possibile su piccoli commercianti e artigiani (al minimo di Imu e Tasi rispetto a tutte le categorie), di continuare a garantire sostegno al mondo agricolo che pagherà il minimo di Tasi e contiunuerà a veder esentati dall’Imu i fabbricati rurali ad uso strumentale, mentre è apparente l’aumento sui terreni agricoli che viene compensato dalla modifica al ribasso del moltiplicatore di calcolo e da una maggiore differenziazione in scaglioni di reddito».

«Il Regolamento consente inoltre di continuare a garantire per la Tari (che deve sempre per legge coprire la totalità dei costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti) anche le riduzioni per le attività stagionali e per le utenze che fanno raccolta differenziata o portano rifiuti ingombranti alla piattaforma comunale di via Zaffiro. E inoltre verranno mantenute e potenziate le rateizzazioni nei pagamenti e ci sarà una grande sensibilità in aiuto a chi si dovesse confrontare con ulteriori difficoltà nel saldare».

«E’ chiaro che il panorama dei tributi locali rappresenta un fardello non indifferente per famiglie e imprese ma la situazione del Paese la conosciamo tutti, come anche la ridotta possibilità di intervento rispetto alle normative nazionali da parte degli enti locali. E’ proprio il caso di dire che il Comune ha fatto i salti mortali e seppure sono certo che le opposizioni diranno tutto e il contrario di tutto pur non avendo avuto la forza di partecipare ad un confronto vero, posso affermare di avere la coscienza a posto».

Il Regolamento – Il Regolamento per la disciplina dell’imposta unica comunale (Iuc) ha dunque applicato la legge costituendo un’imposta che si basa su due presupposti:

  1. quello patrimoniale legato al possesso di immobili (collegato alla loro natura e valore) e che si configura attraverso l’Imu per seconde case, ville, locali e terreni agricoli e fabbricabili calcolata con il sistema degli anni scorsi, rivalutando la diversa classificazione catastale e prevedendo una serie di esenzioni (come quelli degli edifici pubblici, luoghi di culto, case costruite e invendute, locali per usi culturali, sociali e assistenziali ecc.), riduzioni sui terreni agricoli e detrazioni. Dovrà essere versata in autoliquidazione in due rate entro il 16 giugno ed entro 16 dicembre o anche in un’unica soluzione a giugno, e in tre rate per gli enti non commerciali attraverso il modello F24;
  2. quello realtivo ai servizi comunali ricevuti, che si articola nell’applicazione di:
  • Tari – che riprende lo schema della vecchia Tares per i rifiuti e che per legge deve quindi coprire integralmente i costi di raccolta e smaltimento, comprendendo il tributo provinciale. Previste esenzioni per luoghi ed aree scoperte anche comuni, utenze domestiche e non domestiche e altre fattispecie che non producano rifiuti. Come già nel 2013 con la Tares, la Tari viene calcolata sulla base della superficie calpestata applicando ad essa una tariffa composta da una quota fissa (componenti essenziali, investimenti e ammortamenti) e una variabile (quantità rifiuti conferiti). Si tiene inoltre conto della capacità di produrre rifiuti in base alla categoria di attività commerciale per le utenze non domestiche e del numero degli occupanti per quelle domestiche. Previste anche riduzioni per abitazioni e locali a carattere stagionale, per edifici rurali e per abitazioni ad uso temporaneo e soprattutto per le utenze che fanno la raccolta differenziata o che portano rifiuti ingombranti alla piattaforma comunale di via Zaffiro. Altre riduzioni nella quota variabile sono previste per famiglie con portatori di handicap (40%), per famiglie con Isee non superiore a 8mila euro da nuclei con un componente a salire di 2mila per ogni altro componente (35%) o per situazioni che denunciano pensioni minime, soggetti in cassa integrazione o disoccupati. Ma anche esenzioni di un anno o riduzioni per nuove attività produttive (dal 20 al 50%), per le onlus (40%), per famiglie numerose e per artigiani (30%). La tassa si paga con F24, bollettino postale o bonifico sulla base dell’avviso di pagamento inviato dal Comune e potrà distendersi anche su più rate. Previste forme di rateizzazione in caso di difficoltà economica dimostrata;
  • Tasi – relativa ai cosiddetti servizi indivisibili, spetta in parte ai proprietari di immobili e in parte agli stessi locatari (tra il 10 e il 30% come prevede la Legge e che a Grosseto, nel 2014, sarà del 10%) sulla base imponibile dell’Imu e che può essere differenziata in base alla tipologia e alla destinazione degli immobili. Sono esenti gli immobili pubblici e altre categorie catastali come per l’Imu. Sempre come per l’Imu si paga in due rate annue, con le stesse scadenze, ma anche in tre rate per gli enti non commerciali).

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