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Bonifazi duro con l’opposizione: «Più capigruppo che consiglieri. Consiglio valido»

GROSSETO – Non tarda ad arrivare la replica di Emilio Bonifazi dopo la scelta dell’opposizione di abbandonare l’aula e di non predere parte ai lavori sull’approvazione del bilancio di previsione. Alla conferenza stampa convocata dalla minoranza durante la seduta di stamani risponde il sindaco criticando fortemente il comportamento dell’opposizione.

Una «cosa particolarmente grave» la definisce Bonifazi che ironicamente descrive «l’opposizione di destra insieme a Sel composta oramai da un numero di gruppi e capigruppo forse maggiore di quello degli stessi consiglieri».

Per Bonifazi la scelta dell’opposizone insomma sarebbe «strumentale» con l’obiettivo di evitare la discussione.

«Voglio essere chiaro – dice il sindaco – con chi oggi e domani farà polemiche strillate per cancellare la colossale figuraccia. Il Consiglio comunale era stato legalmente convocato, anche secondo le indicazioni di una conferenza dei capigruppo che già aveva rinviato di una settimana la data dell’assemblea proprio per venire incontro alle richieste dell’opposizione».

«La verità è che una parte politica tradizionalmente priva di proposte e incapace di fare opposizione ha preferito andarsene per fare un po’ di demagogia elettorale, senza nemmeno aver letto le leggi e i regolamenti comunali di cui tanto ha chiacchierato e che sono invece chiarissimi. Il bilancio annuale, pluriennale e la relazione previsionale programmatica vanno infatti consegnati ai consiglieri almeno venti giorni prima del Consiglio; cosa puntualmente avvenuta un mese fa, il 18 aprile scorso».

«Per quanto riguarda invece il piano delle Opere Pubbliche, le aliquote Tasi e Imu, – aggiunge – il materiale è stato consegnato l’8 maggio, oltre dieci giorni prima del Consiglio comunale, esattamente come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali che lascia proprio ai regolamenti comunali la tempistica; il nostro regolamento stabilisce questo termine in 10 giorni, in modo da garantire a tutti consiglieri la possibilità degli emendamenti che, parte dell’opposizione ha infatti preparato e presentato, potendo quindi restare in aula. Per non parlare del fatto che le leggi e i decreti nazionali su queste materie sono stati oggetto di modifiche fino al 5 maggio scorso». «Insomma se gli innumerevoli gruppuscoli che compongono la destra in Consiglio non sanno accordarsi in tempo per proprorre qualcosa in occasione delle sedute di consiglio non è un problema della maggioranza né, tanto meno, delle leggi e dei regolamenti. Ma le elezioni europee sono alle porte e chi è stato assente per anni poteva solo adesso farsi notare».

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