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Faenzi: Valorizzerò Scarlino con la dieta paleolitica

SCARLINO – «Nel nostro programma elettorale abbiamo voluto porre particolare attenzione alla dieta paleolitica, che nasce da un progetto di alcuni operatori in collaborazione con l’università di Pisa, riprendendo studi fatti negli ultimi anni a livello mondiale. Si tratta di un piano alimentare fondato sul consumo di vegetali e animali selvatici, similmente a quanto facevano gli uomini delle caverne circa 10.000 anni fa». Il candidato sindaco di Scarlino Monica Faenzi parla dei suoi progetti in caso di vittoria. «Il concetto di fondo è che il nostro organismo sarebbe geneticamente programmato per mangiare come i nostri antenati e allo stesso tempo mal tollererebbe gli alimenti frutto dell’agricoltura moderna o della lavorazione da parte dell’uomo. Alimentarsi secondo questo regime significherebbe nutrirsi in modo biologicamente adatto al nostro organismo, con un corretto equilibrio di nutrienti, che promuoverebbe la salute e ridurrebbe l’incidenza di patologie croniche».

«Gli alimenti della dieta paleolitica sono quelli che l’uomo poteva reperire tramite la caccia, la pesca e la raccolta dei frutti della Terra, ossia carne (in particolare selvaggina di ogni genere), pesce e crostacei dei nostri mari, e poi verdure, radici, frutta, noci e bacche – prosegue Faenzi -. Pensare a quegli alimenti, come i farinacei e gli zuccheri lavorati, che restano fuori da questo elenco ci fa ragionare su quanto molte malattie, intolleranze e allergie tipiche dei tempi moderni derivino dalla perdita di quel percorso alimentare originale che la dieta paleolitica rappresenta: la larga diffusione di celiachia e diabete ne è un esempio. Dai test di laboratorio emerge che la dieta paleolitica riduce inoltre il rischio di patologie cardiovascolari, alterazioni della pressione del sangue e contrasta i fenomeni infiammatori. Infine, aiuta a dimagrire e riduce le imperfezioni della pelle».

«Da un punto di vista economico, sarebbe un modo di caratterizzare Scarlino e valorizzare le sue risorse – sottolinea -: grande disponibilità di cacciagione, allevamenti di animali da pascolo foraggiati con vegetali spontanei, aziende agricole che lavorano per la tutela delle biodiversità alimentari (materia di cui mi sono largamente interessata anche in Commissione agricoltura e alla Camera) sono già presenti nel territorio, e trarrebbero grande beneficio anche in termini occupazionali. Inoltre, creare come è nelle mie intenzioni, un progetto mirato a incentivare nei ristoranti della zona menù basati sulla dieta paleolitica, permetterebbe una caratterizzazione del turismo locale, con largo utilizzo di prodotti a km zero, e sarebbe di grande beneficio per il tessuto economico di Scarlino nel suo complesso».

«Questo regime alimentare prevede di incoraggiare inoltre le persone a condurre regolarmente uno stile di vita attivo. I nostri antenati, infatti, dovendo procacciarsi cibo, acqua e riparo, avevano una vita “sempre in movimento” – conclude Faenzi -. Lo sviluppo delle ciclabili, delle ippovie e della sentieristica presenti nel mio programma insieme al lancio della dieta paleolitica, vanno così a comporre un quadro di rilancio e tipicizzazione che può portare nuova linfa al tessuto economico di Scarlino, e ad una più stretta salvaguardia del suo ambiente naturale».

 

 

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