Chiusura scuole dell’infanzia. Stellini: «Chiediamo impegno concreto al ministero»

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GROSSETO – Continua a far discutere la vicenda che riguarda il taglio di due sezioni della scuola materna di via Portogallo. Nella giornata di ieri, una rappresentanza dei 55 genitori dei bambini iscritti, ma rimasti senza scuola, hanno incontrato il sottosegretario al ministero dell’istruzione Gabriele Toccafondi per rappresentargli la situazione che si è venuta a creare. Anche l’assessore comunale all’istruzione Giovanna Stellini (nella foto), si è attivata per cercare di trovare una soluzione contro la carenza di risorse. «Nel corso della giornata di ieri ho avuto modo di incontrare il sottosegretario al ministero dell’istruzione Gabriele Toccafondi, e di affrontare con lui la questione relativa alle due sezioni Pegaso, un progetto della Regione Toscana che consente all’interno di una scuola materna statale di attivare sezioni speciali – spiega l’assessore -. I rischi di una chiusura del progetto da parte della direzione scolastica, a causa della carenza di fondi, è un problema concreto verso il quale come Comune ci siamo attivati subito, consapevoli che questa chiusura aumenterà la domanda di posti in città, con conseguenti aumenti delle liste d’attesa per le scuole comunali. Di questo ho discusso con Gabriele Toccafondi, rappresentandogli come il Comune abbia chiesto alla Regione Toscana un incontro ufficiale e che analoga richiesta sarà avanzata nei prossimi giorni al ministero dell’istruzione».

«Da parte sua il sottosegretario mi ha riferito che si tratta di un problema generalizzato, non limitato solo a Grosseto, e che comunque si attiverà nei luoghi di competenza, il provveditorato regionale e il ministero – aggiunge Giovanna Stellini -. Mi auguro che il ministero dell’istruzione recepisca le richieste che provengono dal territorio, nell’ambito del quale tutti i livelli istituzionali, dal Comune alla Regione al Ministero, devono collaborare con l’obiettivo comune di aumentare le possibilità di accesso al sistema dell’infanzia, anziché ridurle».

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