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In Congo inaugurato un nuovo ospedale grazie al benefattore maremmano Mario Maiani

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In Congo inaugurato un nuovo ospedale grazie al benefattore maremmano Mario Maiani
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CONGO – È stata inaugurata in questi giorni, in Congo, la nona struttura sanitaria voluta da Mario Maiani il benefattore di Caldana scomparso nel 2012. L’ospedale, con 30 posti letto, è stato realizzato da Avsi ONG a cui Maiani aveva affidato le risorse economiche necessarie per coprire i servizi sanitari di una vasta popolazione sulle rive del lago Tanganika. Centinaia di persone hanno partecipato alla cerimonia con stupende coreografie della tradizione locale. Presenti le autorità congolesi del Comune e della Provincia di Uvira, e il vescovo di Uvira Muyengo Mulombe. La delegazione italiana era guidata dal presidente della ONG Alberto Piatti mentre da Grosseto era presente il collaboratore di Maiani, Mario Amerini.

L’ospedale è stato formalmente consegnato da Avsi alla Congregazione dei Saveriani che ne hanno preso possesso affidandone la gestione sanitaria alle Suore di San Giuseppe di Torino. L’opera, secondo le volontà di Mario Maiani, è stata intestata al nonno materno di Maiani, Mario Vannucci. Alberto Piatti ha messo in rilievo come l’avventura africana di Avsi sia nata proprio in quella zona nel 1972, e come oggi, grazie a Maiani, abbia raggiunto la sua massima verticalizzazione. Madrina del taglio del nastro dell’ospedale è stata la roccastradina Clarissa Amerini fu lei infatti che, nel 2011, suggerì proprio a Maiani di realizzare con Avsi e in quella zona dell’Africa, la struttura.

Abbiamo scoperto che in lingua Swahili  la parola “maiani” significa “erba” ed è stato facile trovare il nesso fra le risorse della famiglia Maiani accumulate proprio grazie ai pascoli degli Appennini e della Maremma e come queste risorse siano andate a beneficiare quelle poverissime popolazioni facendo diventare “l’erba-Maiani” una risorsa indispensabile e una speranza per la loro sopravvivenza. La Repubblica Democratica del Congo è martoriata in quell’area da malaria e guerriglia. Le paludi intorno al lago Tanganika falcidiano la gente del posto mentre numerose bande armate mettono a rischio la vita di bianchi e neri e il motivo del contendere è il possesso delle ricchezze minerarie della zona di Uvira. Maiani prima di andarsene aveva messo in condizione i vari beneficiati di poter concludere tutte le opere programmate anche senza la sua presenza.

Resta ora da inaugurare il decimo e ultimo ospedale di Maiani realizzato nell’Alto Camerun che è pronto ma per il suo avvio è necessario che ritorni la tranquillità sociale nella zona terrorizzata dalle bande armate nigeriane di Boka Aram che sconfinano in Camerun perpetrando rapimenti e uccisioni. L’ospedale in Camerun ormai pronto attende quindi un minimo di “normalizzazione” per poter essere inaugurato.

 

 

Daniele Reali
15 Maggio 2014 alle 18:03
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