Investimento da 5 milioni di euro per un laboratorio tecnologico che darà nuova spinta alle imprese

di Barbara Farnetani —

CINIGIANO – Costerà cinque milioni di euro e sarà un laboratorio tecnologico multidisciplinare all’avanguardia a servizio  delle imprese locali e non solo. Il laboratorio, che opererà a Borgo Santa Rita, nel comune di Cinigiano, ospiterà macchinari di ultima generazione per la sperimentazione e creazione di brevetti e prototipi, per la ricerca, la consulenza nei settori della chimica, meccanica, robotica, nautica, elettromeccanica e scienza della vita. Una scuola di ricerca che avrà sviluppi positivi e ricadute su tutto il territorio e non solo.

«L’istituto Sant’Anna ha accolto la nostra richiesta – afferma il presidente della Provincia Leonardo Marras -.  La realizzazione di un laboratorio significa qualificare la ricerca con una evoluzione di grandissimo livello. Sarà l’università a seguire le gare di appalto per l’acquisto delle macchine che in alcuni casi sono personalizzate e particolarissime. Cinque anni fa, grazie ad un lavoro fatto a più mani da un progetto scolastico si evidenziava come in provincia di Grosseto ci fossero filiere di grande rilievo, di imprese (alcune decine) che stavano nel mercato globale con produzioni di altissima qualità tecnologica. Anche nel campo delle nuove tecnologie. Serviva però un qualcosa che ne consolidasse l’attività un posto dove realizzare progetti e prototipi».

La Regione ha investito 3 milioni e 800 mila euro, la Provincia ne ha aggiunto 1 e 200 mila di fondi Cipe ed è partita quella che Marras non esita a chiamare  «una delle più grandi realizzazioni che la storia economica del nostro territorio abbia mai visto dal dopoguerra ad oggi. E ci consente di aprirci all’esterno con imprese locali, quelle che si sono aggiudicate la gestione del laboratorio attraverso un consorzio».

«Questo – afferma l’assessore provinciale alle attività produttive della Provincia Gianfranco Chelini –  può diventare un vero centro di elaborazione per il manifatturiero. il Laboratorio tecnico avrà un accesso aperto e farà servizi di ricerca alle imprese, non solo a quelle che lo gestiranno, ma anche ad altre che pagheranno una tariffa. Una quota importante dell’attività sarà di appannaggio della scuola superiore Sant’Anna». Pierdomenico Perata, rettore dell’università, ha parlato di uno «stretto collegamento tra mondo della ricerca e imprese. Spesso la difficoltà delle imprese è dovuto alla loro piccola dimensione. Diventano cattivi competitori perché non possono permettersi una tecnologia all’avanguardia o la ricerca. Questa piattaforma tecnologica sarà a disposizione delle imprese che entreranno in sinergia pur mantenendo la propria identità. Questo sistema può fare la differenza: poter realizzare un prototipo, poterne verificare l’efficacia, brevettarlo ed entrare nel circolo produttivo delle imprese ad alta tecnologia. Le macchine non bastano ovviamente».

«Noi avremo un ruolo amministrativo nella prima fase e poi un ruolo scientifico nella seconda per far crescere il sistema delle aziende del territorio. L’importo è importante e le procedure della gare molto stringenti. I tempi sono limitati – continua il rettore – e abbiamo chiesto una proroga per l’acquisto dei macchinari alla Regione. Comunque non si andrà oltre i primi mesi del 2015 per chiudere le procedure di acquisto. Il laboratorio sarà operativo nel 2015. Nel 2016 sapremo se la sfida sarà vinta. Ovviamente più clienti avrà più sarà sostenibile nel tempo. Quindi se vogliamo che sia presente negli anni a venire dovrà garantire il rinnovo delle apparecchiature».

Silvana Totti sindaco di Cinigiano sottolinea «Questa è una delle giornate più belle della mia asperienza amministrativa. Quando sono entrata già se ne parlava, temevo che gli investitori perdessero l’entusiasmo e invece chiudo con una prospettiva per il territorio per il futuro. Inoltre da insegnante mi entusiasma questo rapporto con il mondo universitario». «Avevamo percepito la necessità di questo tipo di struttura – ricorda Fosco Tosti, l’imprenditore capofila del progetto -. Se la tecnologia non fa parte del tessuto c’è un impoverimento. Servivano attrezzature che non fossero utili solo alla provincia di Grosseto. Abbiamo preso contatti con altri poli tecnologici in Toscana così che possa essere anche ad altri in Toscana e abbiamo deciso di non puntare sui macchinari che c’erano già in altre province. Questo è un progetto innovativo un laboratorio misto pubblico-privato con soldi pubblici e gestione privata. Il Sant’Anna ha chiesto attrezzature importanti che cambieranno il futuro lavorativo italiano. Riusciremo così a creare oggetti da usare in bio-robotica per la creazioni di arti. Un tecnico del CNR di Roma è interessato a trasferirsi a Grosseto per far funzionare un’attrezzatura unica in Italia per fare un certo tipo di analisi. e poi punteremo sulla formazione: avremo aule per far acquisire competenze per quel che riguarda le nuove tecnologie e per consentire ai giovani di accedere al mercato del lavoro».

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