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Faenzi: Non prendo lezioni di correttezza da Stella

SCARLINO – «Stella nella sua risposta al mio intervento si concentra solo sul taglio dell’erba, come se fosse l’unico problema su cui io ho dibattuto, dimenticando, per convenienza, di entrare nel merito delle ben più serie problematiche da me evidenziate, come la gestione del porto, o l’inquinamento, o la necessità del rilancio del territorio». Il candidato sindaco Monica Faenzi risponde a Marcello Stella che aveva attaccato un suo intervento sulla 167.

«A Stella ho più volte cercato di spiegare, persino in televisione, che il mancato cumulo degli stipendi, lo impone la legge, con il d.l. 112. Capisco che non gli faccia piacere che io lo dica, ma sono 2500 euro al mese che, se io sarò sindaco, i cittadini risparmieranno, che resteranno a disposizione nel bilancio comunale, e con cui costituirò un fondo per gli indigenti – prosegue Faenzi -. Si lamenta, Stella, del fatto che in un incontro pubblico, oltretutto con la carica di vicesindaco addosso, quel che dice venga riportato. Capisco la sua abitudine a parlare solo nelle segrete stanze, ma questa è la norma in un incontro pubblico: la gente valuta, analizza, commenta, e riporta all’esterno ciò che sente. Strano, ma si chiama libertà di opinione, ed è un concetto molto importante, in democrazia. E, al riguardo, Stella ha preso il suo stipendio per lavorare come amministratore 24 ore al mese (48 minuti al giorno): con un rapido calcolo mi sembra che chi alla comunità e all’azione politica è abituato a dedicare magari anche le nottate, in proporzione percepisca molto meno».

«Insomma, lezioni di correttezza da Stella non ne prendiamo, né io né la mia lista – prosegue Faenzi -: ha sconfessato sull’inceneritore le linee programmatiche del suo partito, i Comunisti Italiani, ha tradito il programma elettorale che lo aveva reso amministratore, e si è reso “indipendente” al solo fine di tenersi la poltrona. A differenza di lui con noi c’è chi è stato cacciato dalla maggioranza solo per aver tenuto fede al suo impegno con gli elettori. Non prendiamo lezioni, altresì, da chi in consiglio comunale ha più volte sponsorizzato la tassa di soggiorno, per poi oggi in campagna elettorale parlare di rimodularla, al solo fine di carpire consenso. Non prendiamo lezioni da chi riesce a far tagliare l’erba solo dopo le denunce della lista antagonista. Non prendiamo lezioni, infine, da chi ha sentito il bisogno di fregiarsi del progetto delle Bandite solo dopo che io in televisione ne avevo sottolineato la bontà».

 

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