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Coldiretti incontra gli allevatori e parla del rapporto con le altre associazioni

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di Barbara Farnetani —

GROSSETO – Un lavoro a lungo termine, per valorizzare il settore ovino e rendere l’agnello appetibile anche fuori dai classici periodi di Pasqua e Natale. Coldiretti ha incontrato agricoltori e allevatori per stabilire insieme una strategia e spiegare le proprie idee. Quello che vuole vuole fare l’associazione di categoria degli agricoltori è una società di scopo come già fatto per cinta senese e chianina. Il consorzio agri-zootecnica italiana che dovrà valorizzare le produzioni. «Questo è il luogo ideale per un esperimento come questo – afferma Francesco Ciarrocchi direttore provinciale di Coldiretti – perché da qui viene il 50% della produzione regionale».

Coldiretti ripropone poi alcune richieste già avanzate in passato: facilitare la creazione dei cimiteri aziendali dove smaltire le carcasse animali e tagliare i costi (anche 250 euro a capo contro le 70 del suo valore). «Se ci saranno meno costi e meno burocrazia in caso di morte di un animale – precisa Francesco Viaggi presidente Coldiretti – nessuno nasconderà più le aggressioni dei predatori e avremo i numeri veri di questo fenomeno». Non tutte le aziende hanno un cimitero aziendale, serve, oltre al via libera del comune, un parere geologico. «Abbiamo pensato ad un pacchetto, una convenzione con alcuni geologi per abbassare i costi» prosegue Ciarrocchi.

«Quando abbiamo parlato di “giudizio sospeso” rispetto alle proposte dell’assessore Salvadori – continua Ciarrocchi – volevamo sottolineare l’urgenza di questa situazione. La Regione è stata tempestiva perché c’è già una bozza di delibera rispetto a quanto affermato alla riunione che si è svolta presso la centrale del Latte Maremma». Coldiretti ha poi ricordato le cifre messe in campo dalla Regione per il 2014 (1 milione 270 mila euro) e per il biennio successivo (1 milione 365 mila euro l’anno).

Per quanto poi riguarda le polemiche con le altre associazioni di categoria Ciarrocchi precisa «Per noi la frattura non è insanabile, non l’abbiamo mai voluta, pensiamo ad altro anche se sno due mesi che ci sono “difetti di comunicazione”». «Non c’è premeditazione – continua Viaggi – il progetto MedWolf, ad esempio, è nato qui dentro e poi abbiamo coinvolto gli altri. Quando si vuole che qualcuno sia presente ad un evento il sistema si trova. È un difetto di comunicazione che però si è reiterato più volte. Sinceramente più di non essere stato coinvolto mi ha dato più fastidio che abbiano sottolineato il fatto che non ci fossimo»

 

 

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