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Bonifazi «La promozione della Toscana non è incompatibile con quella della Maremma»

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GROSSETO – «Credo che una politica di promozione turistica del territorio che tenga conto di una pianificazione unica a livello regionale, che parta cioè dal marchio Toscana, non sia affatto incompatibile con la scelta di dare un’immagine e garantire aiuto ai progetti seri provenienti dalle singole realtà locali». A prlare è il sindaco di Grosseto che entra così nel botta e risposta tra il presidente della Camera di commercio di Grosseto, Giovanni Lamioni, e il governatore della Toscana Enrico Rossi.

«E’ infatti del tutto evidente che all’estero sia molto più comodo promuovere Firenze, Siena e Pisa ma anche un’alternativa che parta dai territori che hanno voglia di rilanciarsi non è affatto localismo – prosegue Emilio Bonifazi -. La Maremma non chiede a Firenze di fare campagne pubblicitarie dedicate bensì di consentire alle buone idee di trovare spazi autonomi. Perché che “Maremma Wine & Food Shire” sia una buona idea per far conoscere i nostri prodotti enogastronomici è abbastanza chiaro a tutti. Come anche che una grande opportunità, e proprio grazie alla Regione, nascerà a Rispescia con il Polo agroalimentare regionale in grado di mettere le nostre eccellenze al centro della scena».

«E poi sarebbe arrivato il momento di riconoscere a tutti i livelli che la Fiera del Madonnino merita di essere considerata davvero il riferimento regionale del settore agricolo – afferma ancora Bonifazi -. Anche la stessa realizzazione, confermata dal Presidente Rossi, del Centro di Documentazione degli Etruschi a Roselle è un’occasione indiscutibile per rendere protagoniste a livello nazionale e internazionale sia la Maremma che l’intera Toscana».

«Insomma, a me pare che la polemica intorno ad un presunto scontro tra localismo maremmano e razionalità fiorentino-centrica sia un po’ come parlare del sesso degli angeli – precisa il primo cittadino -. Onestamente non credo che la Regione pensi che le tante cose fatte anche grazie all’entusiasmo e al dinamismo della Camera di commercio e delle altre istituzioni locali siano uno sperpero di denaro pubblico. Né penso che noi amministratori locali si stia qui a credere di poter fare da soli senza la Regione; semplicemente perché saremmo degli ingenui a farlo. E poi è stato detto che l’Apet, con oltre 12 milioni di euro, non funziona al meglio e che i territori potrebbero sfruttarla in modo più incisivo».

«Dobbiamo quindi prendere atto che solo da incontri e strategie comuni possono uscire soluzioni utili per il nostro territorio. Questo è buon senso. E poi non dimentichiamoci nemmeno che infrastrutture viarie migliori per la Maremma sarebbero già un grande aiuto. Questo è un impegno di cui la Regione sono certo vorrà farsi promotrice. Che in una fiera internazionale all’estero lo stand toscano esponga la Torre di Pisa o il Duomo di Firenze mi interessa relativamente e, anzi, posso anche capirlo. Sono più attratto dagli investimenti concreti sulle infrastrutture per il territorio e sul sostegno altrettanto concreto ai progetti seri portati avanti dalla Maremma – conclude Bonifazi -; quelli che valgono veramente e di cui ho già fatto menzione».

 

 

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