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In Maremma chiudono più imprese di quelle che nascono. Ma nel resto della Toscana va peggio

GROSSETO – 528 contro 558. È in perdita il bilancio tra imprese nate e chiuse nel primo trimestre del 2014. Un risultato in rosso che vede un saldo negativo di 30 unità. Un dato negativo, ma che, se visto in rapporto con la media delle altre province fa sembrare quasi la Maremma una isola felix. Il dato di decrescita nostrano è infatti del -0,10%, mentre la media delle altre province toscane è del -0,27%.

«L’incertezza generale e la persistente compressione del livello dei consumi – sottolinea Giovanni Lamioni presidente della Camera di commercio -, continuano a manifestare ricadute negative sul sistema imprenditoriale. I provvedimenti economici in fieri devono alimentare la ripresa, l’occupazione e consentire a chi vuole scommettere sull’impresa di poterlo fare con la consapevolezza di operare sia in un quadro normativo certo e snello che in un contesto generale competitivo».

Particolarmente significativo il calo delle imprese in agricoltura (-93), costruzioni ( -35), commercio (-41) con conferma del trend negativo. In aumento le società, ed in particolare quelle di capitale (+1.34%), mentre risulta sensibile il calo delle imprese individuali (-0,80%). Consolidata la presenza dell’impresa femminile: al 31 dicembre 2013 in Maremma ben 29,7 imprese rosa su 100; in Toscana 24,5 ed in Italia 23,7

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