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Il fratino e la stagione balneare, il Comune rassicura: «Una settimana per le autorizzazioni»

di Lorenzo Falconi —

GROSSETO – Sembra proprio che, alla fine, il giusto equilibrio tra l’habitat naturale e l’azione dell’uomo si possa trovare. Queste almeno le rassicurazioni che arrivano a livello istituzionale dopo che stamani, in municipio, c’è stato un incontro molto partecipato tra il sindaco Emilio Bonifazi, l’assessore Luca Ceccarelli e gli operatori turistici maremmani che sulla spiaggia di Fiumara, a Marina di Grosseto, svolgono ogni anno la loro attività. Le uova di fratino, un uccello protetto che nidifica nelle spiagge italiane, hanno fatto scattare l’allarme e forse anche un eccessivo “polverone” sulla vicenda, perché come saggiamente asseriscono gli operatori turistici: «Se questo uccello è tornato a nidificare in quest’area, significa che con le nostre attività abbiamo avuto grande rispetto dell’ambiente». A tal proposito è stata predisposta anche una raccolta firme per sbloccare una situazione divenuta paradossale. L’aspetto burocratico però, come spesso accade, rischia di ingessare la situazione, creando gravi ritardi su di una stagione balneare già inizialmente segnata dal maltempo. «Siamo consapevoli che ci vorrebbe più velocità attraverso una sburocratizzazione dei processi – spiegano sindaco e assessore -, però oggi abbiamo ricevuto gli operatori del settore turistico per far comprendere che, sulla vicenda, ci siamo già attivati e non abbiamo perso tempo. Non è per decisione dell’amministrazione comunale che le autorizzazioni sono state congelate». A tal proposito sono state fatte leggere anche le lettere inviate al Comune di Grosseto da parte di WWF e Regione in merito al caso del fratino.

Rassicurazioni in tal senso, arrivano comunque dall’ufficio tecnico del Comune che si sbilancia: «Attendiamo gli ultimi pareri per sbloccare la situazione e capire quali parametri verranno imposti nelle ultime valutazioni ambientali – spiegano -, ma nel giro di una settimana dovrebbero arrivare le autorizzazioni, non c’è motivo per credere che non sia così». Ancora un po’ di pazienza quindi, poi tutto sembra destinato a tornare alla “normalità”, con una convivenza tra uomo e ambiente che potrà proseguire serenamente. Del resto, come spiegano gli operatori del settore turistico: «E’ nel nostro interesse tutelare l’ambiente nel quale lavoriamo».

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