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La Tragedia, 60 anni dopo. A Ribolla il ministro Boschi: «Più attenzione per la sicurezza sul lavoro» foto

di Daniele Reali —

RIBOLLA – Il tema della sicurezza sul lavoro è stato al centro dell’intervento del ministro Maria Elena Boschi, arrivata a Ribolla a rappresentare il governo nel giorno nel quale un’intera comunità ha ricordato le vittime di quel tragico 4 maggio del 1954.

La giornata si era aperta con la cerimonia di questa mattina e la parole vibranti di Susanna Camusso. Parole alle quali hanno fatto eco quelle del ministro per le riforme. Arrivata in Maremma per far sentire la vicinanza dello Stato e dell’esecutivo rispetto ad una ferita ancora aperta dopo 60 anni, il ministro ha partecipato alla commemorazione della tragedia insieme ai familiari delle vittime.

«Siamo qui per ricordare i 43 minatori che hanno perso la vita 60 anni fa – ha detto la Boschi – e la nostra attenzione ancora oggi deve essere massima quando si parla di sicurezza sul lavoro. Dobbiamo fare tutto il possibile per far sì che non ci siano più morti bianche. Ancora molto si deve fare per migliorare le condizioni di vita di molti lavoratori».

E sul tema del lavoro il ministro ha anche parlato con i giornalisti delle novità introdotte dalla riforma voluta dal governo Renzi e in discussione in questi giorni al senato. «Il deceto legge che stiamo approvando creerà delle nuove occasioni di lavoro. Le misure proposte dai sindacati in questi ultimi anni non hanno portato a dei risultati positivo; credo che semplificare la legislazione e dare la possibilità di assumere a termine, semplificando anche l’apprendistato consentirà di far entrare in modo più facile i giovani nel mercato del lavoro. Tutto questo si accompagna con una riforma più ampia del mercato del lavoro che riguarderà anche maternità, ammortizzatori sociali e contratti a tempo indeterminato».

Ad accogliere il ministro Boschi a Ribolla il sindaco di Roccastrada Giancarlo Innocenti insieme al presidente della provincia Leonardo Marras e a tanti rappresenti dei commi della Maremma come Gavorrano, Massa Marittima, Follonica e Scarlino. Durante la cerimonia alla quale hanno partecipato anche l’ambasciatore del Beglio in Italia Vincent Mertens De Wilmars e le delegazioni di Marcinelle (Belgio9 e  Liévin (Francia), Iva Palmieri, console italiano a Charleroi, ha consegnato al sindaco Innocenti una lampada da minatore sibilo dell’unione delle due comunità nel nome della loro storia mineraria condivisa.

Le celebrazioni dei 60 anni dalla tragedia, che proseguiranno con altre iniziative nel prossimi giorni, si sono concluse per quanto riguarda il programma del 4 maggio con la consegna ai familiari delle 43 vittime di un attestato consegnato proprio dalle mani del ministro Boschi.

(per ingrandire cliccare sulle foto)

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