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5 giorni di festa al Cottolengo per festeggiare il santo patrono

GROSSETO – Saranno cinque giorni di preghiera, festa, riflessione, testimonianza e convivialità quelli che la comunità parrocchiale del Cottolengo, a Grosseto, si appresta a vivere per celebrare la memoria del suo patrono.

Dal 28 aprile al 2 maggio, infatti, la Parrocchia di via Scansanese approfondirà l’essenza della spiritualità e del carisma di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, uno dei grandi santi sociali del diciannovesimo secolo, attraverso vari momenti.

La festa patronale avrà inizio lunedì 28 aprile alle 17.30 con la Messa presieduta da un sacerdote cottolenghino. Martedì 29 aprile alle 21 serata dedicata alla musica e alla testimonianza con l’oratorio musicale, che vedrà all’organo della chiesa il giovane musicista Alessandro Mersi, che vive il proprio cammino di fede e di servizio proprio nella parrocchia del Cottolengo, mentre la comunità avrà modo di approfondire la storia del santo torinese, fondatore della Piccola casa della divina provvidenza, attraverso la viva voce di un sacerdote che ha abbracciato il suo carisma.

Mercoledì 30 aprile, memoria liturgica di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, sarà la giornata clou della festa patronale. Alle 14.30 sarà celebrata la Messa con i bambini della scuola d’infanzia della Parrocchia, mentre alle 19 il vescovo Rodolfo presiederà la solenne concelebrazione eucaristica con l’intera comunità parrocchiale, a cui seguirà una cena aperta a tutti sotto la “tettoia” della Parrocchia.

Giovedì 1 maggio la festa proseguirà con una giornata all’aria aperta: una sbiciclettata per tutti coloro che amano le due ruote. Il ritrovo è previsto alle 10 nel piazzale della chiesa. Infine venerdì 2 maggio dalle 16 alle 20, sempre nel piazzale, mercatino e fiera del santo patrono organizzata dai ragazzi e dai vari gruppi presenti in parrocchia. Alle 21 avrà inizio ufficiale il Mese mariano con la preghiera del Rosario in chiesa.

“Invitiamo tutti – dicono l’amministratore parrocchiale, don Gianpaolo Marchetti, il vice parroco don Enzo Capitani e il diacono don Stefano Papini – a sentirsi coinvolti in questa proposta. E’ una festa che serve a ridire a ciascuno di noi la bellezza di camminare insieme come popolo di Dio e di farlo avendo davanti a noi un esempio così alto e allo stesso tempo così umano di santità, quale quella testimoniata dal Cottolengo, che Benedetto XVI nella sua enciclica Deus Caritas est ha indicato tra i . La sua proposta di vita è un richiamo continuo per ciascuno di noi”.

La Storia: 

La chiesa del Cottolengo è una delle parrocchie storiche di Grosseto. Voluta dal vescovo Galeazzi per servire la popolazione che si stava insediando nella zona periferica della città attorno a via Scansanese, fu eretta nel ’46, divenne parrocchia nel ’48 e dedicata al santo piemontese, la cui effigie è riprodotta sia nel rosone istoriato al centro della facciata, sia sull’abside semicircolare decorato con un mosaico che raffigura il santo, sullo sfondo di Grosseto, e riprodotto il suo motto, tratto dalle lettere di san Paolo: “Caritas Christi urget nos” (l’amore di Cristo ci spinge).

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