«Fatta scendere perché senza biglietto», ma è giallo. Simiani: Non ci risulta

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di Barbara Farnetani (twitter: @Babi_Farnetani)

GROSSETO – «L’hanno fatta scendere senza troppi complimenti, senza voler ascoltare le sue ragioni». Così una grossetana racconta la disavventura che sarebbe capitata alla badante di sua madre sopra un autobus di linea. La ragazza 26 anni, da poco in Italia, originaria del Bangladesh, stava tornando da Marina di Grosseto con il proprio biglietto che però non aveva obliterato («Non lo sapeva – racconta la signora – non avevamo pensato ad avvertirla»), quando all’altezza delle Strillaie è salito il controllore. La ragazza non ha capito bene quale fosse il problema «Ha mostrato biglietto e passaporto – prosegue il racconto -, ma l’uomo ha risposto che non la capiva e che quei documenti per lui non significavano nulla e l’ha fatta scendere. “Giù! Giù!” le avrebbe detto senza troppi complimenti, lasciandola lì mentre noi l’attendevamo alla stazione. Per fortuna che dopo poco sono passati alcuni conoscenti che le hanno dato un passaggio».

«Avevamo già ricevuto questa segnalazione che però non è mai stata perfezionata con un reclamo come avevo suggerito – racconta Marco Simiani, presidente Rama -. Sarebbe opportuno fare un reclamo per permetterci di avviare un iter, un’indagine interna che ci consenta di stabilire cosa sia successo. Quella di scendere chi non ha il biglietto è una procedura che non ci appartiene, chi non ha il biglietto viene multato, o, se non ha i documenti, viene fatto scendere, ma con lui scende anche il controllore per effettuare l’identificazione. Capita che ci siano situazioni un po’ border line, ma non si può avere due pesi e due misure, o un atteggiamento più blando con gli stranieri, non sarebbe giusto è una questione di equità nei confronti degli utenti. È capitato però in passato che qualcuno, per non prendere una multa, abbia scelto di scendere, magari per non farsi controllare. Comunque sarebbe opportuno che la signora facesse un reclamo per appurare quanto avvenuto, perché se le cose fossero andate come raccontato l’atteggiamento del controllore non sarebbe accettabile».

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