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A settembre scade l’accordo sulla cassa integrazione. Al porto si cercano soluzioni foto

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di Daniele Reali —

SCARLINO – Scadrà nel mese di settembre, subito dopo la stagione estiva, l’accordo che fino ad oggi ha garantito per i lavoratori del porto di Scarlino l’accesso alla cassa integrazione. Il protocollo che risale a due anni fa, fu siglato dalla Promomar e dai sindacati e riguarda in particolare i lavoratori che si occupano dei servizi a mare del porto del Puntone. In questo momento ci sono due persone a “zero ore” e 7 persone a rotazione anche in considerazione della forte stagionalità delle attività portuali.

«Il percorso avviato con i sindacati – spiega Leonardo Pagni, presidente di Promomar – si concluderà a settembre. C’è dunque tutto il tempo per trovare una soluzione insieme alle organizzazioni sindacali e con i lavoratori».

La questione del lavoro sarà una delle priorità da affrontare nel prossimo futuro anche perché in totale le due società che operano nel porto, in estate nel momento con più operatività per la marina, occupano circa 95 persone più le 24 che lavorano nel cantiere navale dove, sempre per problmei di stagionalità, è stato applicato una sorta di contratto di solidarietà con riduzione degli stipendi e bonus ad obiettivi raggiunti.

«In questo 2014 – aggiunge Pagni – abbiamo avviato una riorganizzazione societaria e questo ha comportato l’affidamento delle attività a mare alla “Marina mangement” guidata da Filippo Burchi, e quelle a terra, tra cui la galleria commerciale, alla “Baia di Scarlino” che sarà presto affidata a Massimiliano Perversi, manager che arriva dal settore alberghiero».

Nonostante il quadro generale della crisi e i danni subiti alla Fiumara con l’alluvione dello scorso febbraio – circa 3 milioni di euro – le prospettive di crescita e di sviluppo per Promomar rimangono in piedi. «Nel 2013 – spiega ancora Pagni – abbiamo fatto scelte importanti che ci hanno portato risultati positivi e nel 2014 dovremmo consolidare questa tendenza. Siamo sulla direzione giusta».

In questo contesto la questione legata al mantenimento dei posti di lavoro diventa centrale. «A breve ci incontreremo con i sindacati» annuncia Pagni «e con loro cercheremo la soluzione giusta».

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