Eurovinil, Andrea Agresti: Tecnologia innovativa che deve restare in Maremma

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FIRENZE – «La vicenda Eurovinil ha molti lati oscuri. Colpisce la tempestività e la ferma opposizione dell’azienda a riconsiderare la decisone di bloccare la produzione delle cosiddette “tende”: un brevetto unico nel mondo che “appartiene” alla nostra terra dove è nato e si è affermato grazie alla grande professionalità dei lavoratori della Maremma». A intervenire sulla crisi Eurovinil è Andrea Agresti, consigliere regionale NCD che si rivolge all’assessore Gianfranco Simoncini. «Non vorremmo che dietro questa decisione vi fosse la volontà di esportare all’estero questo “nostro” know-how, questa tecnologia innovativa che a Grosseto e in Maremma deve rimanere. Per questo chiediamo alla Regione di utilizzare, anche in modo energico e risoluto, tutti gli strumenti istituzionali, politici e amministrativi affinché una tale ricchezza possa essere conservata sul territorio maremmano. Chiediamo anche alla Regione di attivarsi presso il Governo affinché la vertenza possa trovare un momento di valutazione più ampio con l’apertura di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico».

«Appare assolutamente irrazionale come un’azienda che gestisce un brevetto unico al mondo il cui prodotto è utilizzato dalle Forze Armate e dalla Protezione Civile manchi di commesse – continua Agresti -. È inconcepibile. Allora delle due l’una: o l’azienda ha problemi di governance; ovvero di gestione e commercializzazione nel qual caso basterebbe un intervento sull’assetto aziendale, oppure dietro a questa decisione vi sono nuovi scenari tra cui, non vorremmo, la chiusura totale di Eurovinil. Contro questa ipotesi NCD si batterà in tutte le sedi regionali e nazionali».

E sulla situazione Eurovinil interviene ancheAdriano Tilgher , presidente del Fronte Nazionale. Tilgher fa presente di essere «sensibile alle problematiche che i dipendenti stanno vivendo; in particolare la Federazione Toscana sarà presente con qualche esponente per cercare di supportare i lavoratori  passivi di disagio oggetto di questi giorni».

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