Ciaffarafà: «L’Acquaforte di Bagnore deve ripartire. Bloccata parte importante di economia»

SANTA FIORA – «Abbiamo presentato una interrogazione e una richiesta di convocazione del consiglio comunale sulla questione delle Terme dell’Acquaforte di Bagnore perché c’è necessità di fare chiarezza e c’è l’esigenza che questa maggioranza si assuma una grossa responsabilità: quella di aver tenuto bloccato lo sviluppo di un polo termale che poteva essere una risorsa importantissima per il nostro comune. Il consiglio è stato finalmente convocato per mercoledi 9 aprile alle ore 16». Questo l’intervento di Riccardo Ciaffarafà, consigliere comunale e candidato a sindaco per il Comune di Santa Fiora: «Sarà dunque necessario che, al di là delle promesse elettorali identiche a 5 anni fa, anche Federico Balocchi che da 10 anni fa il consigliere e l’assessore in questo Comune e la sua maggioranza si assumano le responsabilità di uno scandalo al sole che ha bloccato una parte importante di economia del nostro Comune».

«Intanto dovranno spiegare ai cittadini perché questa Amministrazione non ha chiesto il ritiro della concessione di sfruttamento concessa dalla Regione a tale società per inadempienza nello sviluppo dell’Acquaforte che risale al 2002 e addirittura rinnovata nel 2008 alla stessa società. Poi dovranno spiegare perché esiste una convenzione fra Comune e Società Bamho srl con sede a Napoli, datata 30 marzo 2012, alla quale il Comune non ha dato seguito per la gestione delle Terme dell’Acquaforte – spiega Ciaffarafà -. Sul nostro sito internet, www.comitatoperciaffarafasindaco.it, c’è tutta la ricostruzione della vicenda attraverso gli atti che a tratti risultano sconcertanti per compravendite nel nostro comune a dir poco strane».

«Siamo di fronte a responsabilità politiche gravi che devono trovare risposte concrete dal prossimo consiglio comunale: tuttavia rimane il fatto che la società Bamho srl è ancora concessionaria dell’Acquaforte, ma che questa risorsa col silenzio del Comune non è stata sfruttata nell’interesse della cittadinanza – conclude Ciaffarafà -. Noi riteniamo indispensabile l’immediato ritiro della concessione e la riassegnazione ad una società che renda vita alle Terme dell’Acquaforte di Bagnore che possono rappresentare uno sviluppo serio e concreto per questo comune».

Commenti