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Ecco la fotografia della Maremma fatta dall’Agenzia delle entrate: Grosseto pericolosa come Roma foto

di Barbara Farnetani (twitter: @Babi_Farnetani)

GROSSETO – Modesta struttura produttiva, pericolosità sociale medio alta, tenore di vita e pericolosità fiscale medi. È il quadro effettuato sulla nostra provincia che emerge dalla Mappa dell’evasione fiscale pubblicata dall’Agenzia delle entrate. Un’analisi ampia, che ha preso in considerazione vari settori, dall’industrializzazione, ai servizi e che ha diviso l’Italia in aree differenti, colorando nella stessa maniera quelle che, anche se a distanza di chilometri l’una dall’altra, si assomigliano.

Grosseto è rientrata nell’area celeste, quella denominata “Rischiose abitudini”, e che comprende quattro milioni di residenti, in compagnia di Imperia, La Spezia, Latina, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Rimini, Savona. Per queste province si parla di pericolosità fiscale livello 3, pericolosità sociale 4, tenore di vita 3 in una scala da uno a 5. per fare un esempio nella mappa Metropolis, che comprende Milano e Roma rischio sociale e pericolosità fiscale sono 4.

L’Agenzia delle entrate ha diviso l’Italia in otto aree da “Pericolo Totale” a “Stanno tutti bene”, la scala tonale della mappa tracciata dagli esperti dell’Agenzia delle Entrate ha tantissime sfumature: passa per le aree a basso sviluppo ed alta evasione (“Niente da dichiarare?” è il nome del gruppo) a quelle con molte attività manifatturiere (“L’industriale”), dalle province “Equilibriste” alle due aree metropolitane di Roma e Milano (“Metropolis”), per esaminare anche i due gruppi “Rischiose abitudini” e “Non siamo angeli”, quest’ultima con un tasso di pericolosità fiscale intermedia, ma non certo ottimale. Le province più tranquille sono “l’Industriale” e “Stanno tutti bene”, in queste sono bassissime la pericolosità sociale e il rischio fiscale, al lato opposto “Niente da dichiarare” e “Metropolis”. Tutti e due hanno un rischio di evasione medio alto, ma sono profondamente divisi dal tenore di vita e dalla pericolosità sociale, più alta nelle due grandi città.

Per capire come si legge la mappa: il primo riquadrino rappresenta la dimensione del bacino e popolosità (2) il secondo la pericolosità fiscale (3) la pericolosità sociale (4) il tenore di vita (3) la struttura produttiva (1) tecnologia e accesso ai servizi (3) infrastrutture e trasporto (3).

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