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Crisi Eurovinil: cessa la produzione di tende gonfiabili. Sciopero e 87 esuberi in azienda

di Lorenzo Falconi (twitter:@LoreFalcons)

GROSSETO – La crisi dell’Eurovinil si manifesta feroce. Dopo una prima riduzione di personale contenuta dai sindacati che avevano lavorato per salvare il posto di lavoro a 18 persone del settore amministrativo, contenendo da prima il numero dei licenziamenti e poi evitando qualsiasi tipo di mobilità utilizzando i contratti part-time, oggi i numeri dicono ben altro e sono piuttosto spietati nei confronti di un’altra azienda del territorio a rischio chiusura. L’Eurovinil comunica la cessazione della produzione di tende gonfiabili, perché la situazione corrente del mercato impedisce di continuare ad essere competitivi, ma ciò che più spaventa è quel dato riguardante gli esuberi, perché sarebbero ben 87 su 108 dipendenti. In pratica, secondo l’azienda, resterebbero impiegati solo in 21. Contemporaneamente Eurovinil comunica che manterrà la produzione, la logistica e la gestione amministrativa per il mercato delle zattere (vendita ed assistenza). Al tempo stesso una trattativa con le parti sindacali e con i lavoratori sarà avviata nel pieno rispetto delle normative previste per minimizzare per quanto possibile l’impatto sui dipendenti. Eurovinil garantisce altresì che i clienti del settore tende gonfiabili saranno supportati per onorare tutti gli ordini esistenti. Non saranno accettati ulteriori ordini di produzione, mentre continuerà il servizio di assistenza sulle tende esistenti.

Una manovra che ovviamente non convince i sindacati: «Un piano inaccettabile, perché fermare la produzione significa chiudere l’azienda – puntualizza Fabio della Spora della Cisl -. Spero che le istituzioni diano supporto nel tentativo di risolvere una situazione che è sui livelli di criticità della Mabro. Secondo una prima analisi, se le cose stanno così, non c’è prospettiva futura per l’Eurovinil che diventerebbe solo un magazzino per la vendita di prodotti fatti in altri posti». Un quadro allarmante che alimenta il disappunto dei lavoratori, entrati in sciopero a partire da oggi e che con con molta probabilità, domani mattina alle 8, si ritroveranno fuori dai cancelli dell’azienda in segno di protesta.

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