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Caso Gavorrano. «Non esiteremo a chiedere i danni». Primo consiglio dopo la sentenza

di Daniele Reali (twitter @Daniele_Reali)

GAVORRANO – L’annuncio arriva direttamente in consiglio comunale: «non esiteremo a chiedere i danni per ciò che il comune ha perso». Così apre i lavori della prima seduta “post sentenza” il sindaco Elisabetta Iacomelli. La vicenda che ha portato prima al commissariamento e poi, dopo la decisione del Consiglio di Stato, al ritorno della coalizione del “Centrosinistra unito” alla guida del comune, non poteva essere ignorata e così stamattina in apertura del consiglio si è assistito al botta e risposta tra maggioranza e opposizione.

«La sentenza del 13 febbraio – ha detto il sindaco – ha confermato la legittimità della nostra amministrazione. Il ricorso intrapreso dalla minoranza è stato un duro attacco alla democrazia: noi avevamo detto che non sarebbe mai stato accolto e che sovvertire il voto popolare era una pura utopia. Un’azione mossa dalla incapacità di accettare la sconfitta elettorale. Un’azione legittima, naturalmente, ma un atto grave che ha ha fatto perdere delle occasioni al nostro comune». Presupposto questo che ha indotto l’attuale maggioranza a valutare l’opportunità di chiedere un risarcimento per il danno eventualmente subito dal comune di Gavorrano. Un’eventualità che, come ha spiegato anche il capogruppo di maggioranza William Capra, «sarà comunque valutata con il buon senso e nel merito».

E tra i “treni persi” ce n’era uno importante: un bando riservato ai cassa integrati residenti nel comune di Gavorrano per accedere a lavori socialmente utili.
L’azione legale, qualora fosse attivata, interesserebbe le dieci persone, candidati della lista “Centrosinistra per Borghi sindaco”, che nel giugno scorso, presentando il ricorso, avviarono il percorso giudiziario che di fatto ha tenuto in scacco il comune e l’amministrazione fino a febbraio scorso.

A replicare alle parole di sindaco e maggioranza, il capogruppo di opposizione Antonio Melillo. «Il ricorso era un nostro diritto e su questo non accettiamo ramanzine». Poi è proprio Melillo a spiegare perché quel ricorso fu presentato soltanto contro la lista Iacomelli e non contro il centrodestra che si trovava nella stessa situazione della coalizione risultata poi quella più votata. «Il nostro ricorso è stato fatto contro la proclamazione degli eletti e nessuno del centrodestra era stato eletto».

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