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Marras non molla e accetta la sfida della riforma: «Resto, senza stipendio»

di Daniele Reali (twitter @Daniele_Reali)

GROSSETO – Chi si aspettava un presidente arrabbiato, rassegnato e dimissionario rimarrà deluso. Leonardo Marras non molla, come scrisse temo fa sul suo profilo Facebook, e accetta la sfida della riforma della province. «Il disegno di legge Del Rio non mi piace, ci sono tanti aspetti da rivedere, ma, detto questo, il Paese ha bisogno di riforme, ha bisogno di prendere due schiaffi e ripartire. Per questo non mi lamento se i primi a essere toccati siamo noi delle amministrazioni provinciali e mi metto a disposizione di questo territorio».

Il mandato di Marras si concluderà tra pochi mesi, il 24 di giugno; dopo, come prevede la legge, c’è la possibilità di una proroga al massimo fino al 31 dicembre 2014. Un impegno che però non prevede alcune indennità. «Ho deciso di rimanere in carica e di proseguire con l’attività amministrativa perché in ballo ci sono ancora tante sfide aperte. Lo faccio anche per senso di responsabiltà. Se rinunciassi al mio posto arriverebbe un commissario e due subcommissari: le loro indennità per sei mesi costerbbero di più di quello di un anno intero di tutta la giunta».

La decisione di Marras di rimanere per qualche altro mese alla guida della provincia potrebbe coinvolgere anche la sua squadra. «Non riceveremo alcuno stipendio e per questo chiederò anche ai miei assessori di rimanere. È una scelta che ognuno di loro deve fare liberamente».

L’impegno certo sarà diverso rispetto ad oggi: Marras ha annunciato che ritornerà a lavoro alla Cna e svolgerà il suo ruolo di presidente concentrando gli impegni in giorni particolari. Ma quali saranno le scelte che attendono la province di qui a breve?

Insieme all’emergenza Concordia, c’è la partita dei poli tecnologici di Alberese e Santa Rita che vedranno la luce nel giro di qualche mese. «ci sono da gestire tante situazioni che la Maremma non può tralasciare: dal passaggio delle competenze per i centri dell’impiego previsti anche nel “Jobs Act” al piano dei rifiuti; dagli investimenti, 24,5 milioni euro, in opere pubbliche alla gestione dei contributi in agricoltura per 28 milioni di euro».

Progetti che Marras vuole portare a termine cercando di abbandonare la nave da ultimo. «Di Schettino ce n’è uno solo» ha detto il presidente chiudendo con una battuto il suo incontro con i giornalisti.

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