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Sciopero delle paranze: all’Argentario i pescherecci restano in porto per protesta

di Sabino Zuppa

PORTO SANTO STEFANO – Sciopero dei pescherecci a Porto Santo Stefano che questa mattina, dove i pescatori a strascico non sono usciti dal porto per la quotidiana battuta in mare per protestare contro un’applicazione troppo rigida delle normative comunitarie da parte della Guardia Costiera e delle altre forze di Polizia. Così tutti i pescatori delle paranze argentarine hanno incrociato le braccia ed hanno chiesto ed ottenuto di essere ricevuti nella sala del consiglio comunale dal sindaco Arturo Cerulli che li ha accolti nella sala del consiglio comunale ed ha espresso «piena solidarietà ai pescatori del Monte Argentario, sempre a patto che vengano rispettate le regole imposte dalla legge.»

L’obiettivo degli operatori della pesca a strascico, che rappresentano una larga fetta della popolazione argentarina, era quello di avere un incontro con il comandante del porto, il tenente di vascello Monica Selene Mazzarese, per parlare delle eccessiva rigidità riguardo all’applicazione delle norme sull’attività di pesca. Un colloquio ufficiale che non è avvenuto e che dovrebbe verificarsi presumibilmente sabato prossimo. Secondo le voci che si rincorrono negli ambienti portuali, infatti, a far scatenare la protesta sarebbe stata una sanzione comminata dalla Guardia Costiera ad un peschereccio di Porto Santo Stefano per l’uso di una rete non consentita a maglia più piccola, il “sacchetto”, che in realtà è stato bandito dalle ultime norme comunitarie sull’attività di pesca. Un intervento che avrebbe portato al sequestro della rete e del pescato della paranza sottoposta a controllo.

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