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Ubriaco da una settimana con la complicità della madre: a 13 anni minaccia di uccidersi

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GROSSETO – Da una settimana continuava a bere birra, vino e altri alcolici. Si tratta di una ragazzo di 13 anni di origine rumena che vive a Grosseto con la madre e la sorella di 17 anni. Secondo una prima ricostruzione fatta dalla Polizia, era proprio grazie alla complicità della donna, anche lei rumena di 39 anni, che il piccolo da giorni era in preda ai fumi dell’acol. Tanto ubriaco da minacciare, come ha raccontato la madre, di ucciderla se non avesse continuato a portargli da bere.

La storia, fatta di degrado e violenza, è venuta fuori grazie ad una segnalazione e all’intervento degli uomini della questura che sono entrati nell’appartamento dove abita questa famiglia straniera. La scena che si sono trovati di fronte agli occhi non è stata certo una normale situazione familiare: la madre si nascondeva dietro una porta con in mano il coltello che era riuscita a togliere dalla mani del figlio. Il minore invece spingeva dalla sua stanza per raggiungere la donna. Una volta entrati in azione, gli agenti hanno scoperto che nella camera del ragazzo, che nel frattempo si era andato a rannichciare nel letto, ovunque erano sparse lattine di birra, una bottiglia di vino vuota, cartocci di salumi di supermercato, avanzi di alimenti, cartacce, mozziconi di sigaretta e sporcizia varia; in terra, il pavimento era scivoloso a causa di una melma nerastra maleodorante, frutto probabilmente di una mistura fra alcool, cenere di sigarette e polvere accumulatisi. Le finestre erano chiuse e con gli avvolgibili serrati. Dai controlli condotti dalla questura è emerso che il 13enne, che dal giugno 2013 non frequentava la scuola media a cui era iscritto, era già stato segnalato ai servizi sociali. Il ragazzo è stato subito trasferito dall’ambulanza del “118”, scortata dalla volante, al pronto soccorso pediatrico, dove è stato ricoverato per le cure mediche del caso, con successiva attivazione del percorso previsto dal protocollo “Codice rosa”.

La madre, priva di documenti, è stata accompagnata in questura per gli accertamenti del caso e poi è stato denunciata per maltrattamenti in famiglia. Per i due minorenni, la procura della Repubblica presso il tribunale dei minori di Firenze ha disposto l’affidamento della ragazza alla madre ed il trattenimento del ragazzino in ospedale, fino all’adozione di eventuali ulteriori determinazioni.

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