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Cronaca

Gatti avvelenati in città: due nuovi casi «Il sindaco apra un’indagine»

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Gatti avvelenati in città: due nuovi casi «Il sindaco apra un’indagine»
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GROSSETO – Sono due i gatti trovati morti in quattro giorni in via Telamonio a Grosseto. Lo studio veterinario della dottoressa Luisa Magrini ha ricevuto il corpo senza vita dei felini e ha proceduto a norma di legge con la consegna delle carcasse all’Istituto Zooprofilattico. Altri gatti risulterebbero scomparsi sempre nella stessa zona, come riferiscono i clienti dello studio stesso.

La dottoressa Magrini si rivolge alla LAV e fa appello alle istituzioni: “Sono morti sospette che fanno immediatamente pensare all’avvelenamento, anche se ovviamente sarà solo l’esame necroscopico a darne conferma. E oltre ai corpi esaminati da noi sappiamo di altri colleghi che riscontrano la stessa problematica. Non si può tollerare una situazione simile”.

Intanto il Ministero della Salute ha da poco prorogato l’ordinanza in materia di bocconi avvelenati (LEGGI QUI) che però manca di una reale applicazione.

“L’ordinanza vieta la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce – dichiara Giacomo Bottinelli, responsabile LAV Grosseto – e il sindaco a seguito delle segnalazioni deve aprire un’indagine e procedere alla bonifica dei luoghi interessati affiggendo un’apposita cartellonistica onde prevenire ulteriori rischi. La Legge Regionale 39/2001 vieta anch’essa la preparazione di esche nocive e indica le modalità di bonifica delle aree interessate”.

“Purtroppo – continua Bottinelli – l’ordinanza e la legge non sono quasi mai applicate, nonostante l’uccisione di animale sia un reato punibile ai sensi del codice penale con una pena che può arrivare ai due anni di carcere”.

 

Daniele Reali
25 Marzo 2014 alle 12:00
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