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Emergenza incendi: 8 casi in tre mesi. La MAPPA interattiva dove ha colpito il piromane

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di Barbara Farnetani

GROSSETO – Otto interventi in tre mesi, dal 14 dicembre al 18 marzo. Tutti in uno spazio geografico grande come un fazzoletto. Neppure un quartiere intero, una porzione. Otto tra auto e scooter distrutti dalle fiamme. A volte addirittura due incendi in una sola via.

Qualcuno sembra divertirsi a dare fuoco a motorini e automobili parcheggiate. L’orario è sempre lo stesso: tra le 20 e le 24, insomma dopo cena, quando inizia a fare buio. E le vie anche sono sempre le stesse, quella lingua di strade che divide e unisce Barbanella da Verde Maremma. Si è partiti il 14 dicembre dall’angolo tra via Vanni e via Pirandello. Per poi proseguire con via Manzoni. Poi via Vanni, piazza Galena, ancora via Manzoni, via Gozzano, e poi le ultime due, in una sola sera, a distanza di pochi minuti: via Platino e ancora via Gozzano. Una vera escalation, con episodi sempre più ravvicinati tra loro. Due in una sola sera, ma anche tra l’ultimo e il penultimo intervento dei Vigili del fuoco sono passati appena dieci giorni.

C’è chi punta il dito su qualche squilibrato, e chi invece pensa a ragazzi annoiati (anche l’orario lo confermerebbe, la sera, mai di notte, magari è gente che deve rientrare a casa dopo una certa ora). Qualche sera fa i residenti di via Mercurio avevano anche visto alcuni ragazzi girellare per un parcheggio tanto da richiedere l’intervento delle Forze dell’ordine che erano intervenute con due pattuglie. Ma il tutto si era poi rivelato un falso allarme. Potrebbe trattarsi di qualcuno che risiede nella zona visto il raggio di azione limitato. «Chissà – ha detto una donna che abita in Verde Maremma – magari è gente che poi si ferma a godersi lo spettacolo, magari sono lì tra coloro che guardano i Vigili del fuoco al lavoro». Quel che è certo è che la gente comincia ad avere paura. «Mio figlio ha la cameretta al primo piano, proprio sopra i parcheggi – racconta un altro – oltre che delle fiamme ho paura del fumo che potrebbe entrare ed essere altrettanto pericoloso».

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