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Guardie ambientali, iniziato il corso. In ballo ci sono posti di lavoro a tempo indeterminato

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di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Sono 80 gli aspiranti che puntano a diventare guardie ambientali superando l’ultima selezione che porta al giuramento. Il percorso è iniziato lunedì scorso e avrà la durata di circa 3 mesi, articolati su lezioni in aula che porteranno alle esercitazioni pratiche, fino all’ultimo ostacolo dell’esame che farà da spartiacque tra il raggiungimento di un posto di lavoro e un tentativo andato a vuoto. In realtà la ricerca di personale da parte del Cor.b.i.a. (Corpo boschivo ittico ambientale) è piuttosto ampia nel territorio della provincia di Grosseto. Negli intenti dell’associazione, infatti, ci sono assunzioni con contratti a tempo indeterminato, sia part-time che full-time, per un numero variabile dalle 35 alle 45 unità. Il Corbia è una onlus nata un anno e mezzo fa a Massa, ma in un tempo rapido si è sviluppata in tutta la Toscana, creando una rete di sostegno e appoggio agli altri corpi istituzionali, come la Forestale o i Vigili del fuoco, al punto che i risultati ottenuti hanno portato a una capillare ricerca del personale da formare. «Abbiamo ricevuto circa 300 richieste – spiega Monica Gianfaldone, coordinatrice del Corbia per la provincia di Grosseto -, poi c’è stata una prima selezione, in gran parte naturale, che ha assottigliato il gruppo dei partecipanti. Spero che arrivino tutti in fondo, perché nel nostro obiettivo c’è la volontà di arrivare a 500 unità operative in tutta la Toscana».

Un progetto certamente ambizioso che però, al momento, non ha riscosso grande entusiasmo da parte delle istituzioni: «Non capiamo dove sia il problema su Grosseto – osserva Gianfaldone -, c’è l’opportunità di creare posti di lavoro sul territorio, eppure ancora non siamo stati ricevuti dal sindaco, malgrado le nostre ripetute richieste d’incontro». Intanto però, il corso tenuto da Simone Badalamenti, il creatore del Corbia, va avanti senza ostacoli: «La partecipazione è gratuita, occorre solo pagare 50 euro di quota associativa – aggiunge Monica Gianfaldone -. La richiesta di personale è alta perché la provincia di Grosseto ha un’estensione molto vasta e noi siamo operativi 365 giorni all’anno, per 24 ore giornaliere». Le possibilità per chi cerca lavoro, in ogni caso, non sono da sottovalutare, anche in virtù dello stipendio: «Partiamo da una base di 1.000 euro al mese, poi dipende dalla mansione svolta e dal grado – precisa Gianfaldone -. Puntiamo alla formazione del personale e non è da escludere che a settembre ci saranno altre opportunità».

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